Rete telecom, il governo chiama e Tim risponde: “Sospesa la vendita al fondo Usa, un mese per trovare la quadra con Cdp”


Rete telecom, il governo chiama e Tim risponde: “Sospesa la vendita al fondo Usa, un mese per trovare la quadra con Cdp” 

Complice il Covid e gli aiuti comunitari, la nazionalizzazione delle rete telefonica è a un passo da diventare realtà. È quanto emerge in modo molto chiaro al termine di una giornata di trattative convulse tra l’esecutivo, gli investitori e le compagnie telefoniche che saranno coinvolte nell’operazione. Telecom, che è proprietaria della vecchia infrastruttura a suo tempo privatizzata insieme al gestore, in primis.

Il governo ha difatti scoperto le carte, chiedendo formalmente all’ex monopolista di congelare la vendita di una parte dell’infrastruttura al fondo d’investimento Kkr, con l’obiettivo di mettere in pratica la creazione di una rete unica attraverso il contributo del concorrente parapubblico Open Fiber. Tim dal canto suo ha accolto con favore la proposta dell’esecutivo, rinviando ogni decisione in merito alla proposta del fondo americano al prossimo 31 agosto.

La richiesta di Roma, del resto, è un’occasione più unica che rara, non solo per l’episodio che lo Stato si prepara a investire in ciò che aveva venduto trent’anni fa per poche lire, ma pure perché il gruppo di telecomunicazioni aveva da tempo compreso la necessità di collaborare con Open Fiber per la creazione di una rete unica, raggiungendo il duplice obiettivo di azzerare un concorrente e ottimizzare gli investimenti.

Resta da capire con quali risultati e a quali costi per i contribuenti, per gli operatori alternativi, per i piccoli provider e pure per i fruitori. Il resoconto per le…

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