Notizie

Rider, intercettazioni choc al processo Uber Eats: “questi neri schifosi puzzano”

Una chat dei manager di Uber viene portata al processo di Milano sul caporalato nei riguardi dei rider, ed emergono messaggi razzisti e irrispettosi.

  • Home
  • Notizie
  • Rider, intercettazioni choc al processo Uber Eats: “questi neri schifosi puzzano”

Valentina Dirindin

Frasi razziste e ingiurie nelle intercettazioni choc ascoltate al processo Uber Eats, dove i rider provano a dimostrare le loro condizioni di lavoro. Nelle chat “Amici di Uber” dei responsabili dei fattorini (dove figurano pure i manager di Uber Italy e e delle società intermediarie Flash Road City e Frc) il tono di disprezzo e inequivocabile e reiterato in parecchi scambi di conversazioni veramente poco indecorose.

Spesso difatti si parla di “schifosi”, “neri che puzzano”, “senzatetto maleodoranti”, a proposito del staff incaricato di consegnare il cibo a casa dei clienti. Ingiurie a cui spesso si risponde con faccine sorridenti.

uber-eats

“Un cliente si lamenta. Dice che puzzano eccessivamente, che sono impresentabili”, dice nella chat una manager di Uber Italy a processo. Come risposta riceve una faccina che ride e una spiegazione: “Sono neri e hanno odori diversi dai nostri”.

Questi messaggi sono oggi arrivati dal giudice del tribunale di Milano, incaricato di decidere sulle accuse di caporalato mosse dai rider: tre degli imputati hanno patteggiato, invece uno ha squisito il rito abbreviato. Nello stesso tempo, il tribunale ha convenuto il rapporto di lavoro subordinato e ha condannato Flash Road City a pagare le differenze retributive e le spettanze di fine rapporto. “Si tratta di una compagnia di delivery con cui non lavoriamo più. Nell’ultimo anno abbiamo avviato una serie di modifiche per fornire un ambiente di lavoro sicuro, gratificante e

 » Leggi