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Rincari di luce, gas e benzina: Verona è la peggiore in Italia

Studio dell’Unione fruitori

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La peggiore in Italia per aumenti di luce, gas e carburanti. L’attesa mazzata con rincari sulle bollette e sulle spese per gli spostamenti ha colpito i veronesi più di chicchessia altro nel Paese, con un aumento di quasi il 40 per cento da un anno all’altro. I dati sono impietosi, con Verona che aggiudica il triste primato degli aumenti registrati nelle città italiane, superando di molto la media nazionale.

L’Unione Nazionale Fruitori ha condotto uno studio stilando la classifica completa delle città con i maggiori rincari per quanto riguarda luce, gas e per le spese di trasporto dei mezzi privati (benzina, gasolio, pneumatici…), elaborando i dati Istat dell’stagnazione di ottobre. L’stagnazione e decollata per colpa dei beni energetici, senza i quali a ottobre scenderebbe dal 3 per cento all’1,1. In media in Italia la voce energia elettrica, gas e altri combustibili, che include luce, gas, gasolio per riscaldamento e combustibili solidi e salita del 26,9 per cento da ottobre 2020 con una stangata annua a famiglia equivalente a 355 euro.

Ma se il rialzo e gia astronomico, in certune città e andata ancora peggio. A guidare la classifica della città peggiori purtroppo e proprio Verona con un incremento del 37,5 per cento in confronto a ottobre 2020, molto di più della media italiana. Al secondo posto Bologna, con un aumento annuo equivalente a 36,4 per cento, sul gradino più basso del podio Forlì e Cesena con un più 34,5. Seguono Bolzano con più 33,9, Avellino in 5ª posizione con più 33,5, Trento (+32,2), Lodi (+31,8), all’ottavo posto Pordenone con 31,1%, Varese (+30,7), chiudono la top ten Vicenza e Udine (entrambe +30,5). La città più virtuosa della penisola e Cagliari, che registra un incremento “solo” del 18,5, seguita da Sassari (+18,6) e in 3ª posizione Catania (+19).

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