Ruby: Imane Fadil negativa ai test su arsenico e leptospirosi

É risultata negativa anche ai test sui veleni più comuni, in particolare l’arsenico, Imane Fadil, una delle teste chiavi del processo Ruby, morta si ipotizza per avvelenamento lo scorso 1 marzo all’Humanitas di Rozzano. É quanto risulterebbe dalle cartelle cliniche ora in mano alla Procura di Milano che indaga per omicidio volontario. Cartelle da cui emerge che la modella non aveva nemmeno la leptospirosi. Le analisi per appurare al presenza di veleni sono state svolte dal Centro Antiveleni di Niguarda.

Il pm all’obitorio: «Non farla vedere a nessuno»
«Non farla vedere a nessuno». É la scritta a mano che compare sul fascicolo dell’obitorio di Milano dove si trova il corpo di Imane Fadil. La frase apposta da uno degli addetti del Comune riporta l’ordine della Procura di non fare avvicinare nessuno, nemmeno amici e parenti, al cadavere della modella di 34 anni di origini marocchine da oltre due settimane ‘blindato’ in attesa dell’autopsia.

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