Safilo: Covid-19, outlook 2020 non può più considerarsi valido


Ad oggi, Safilo – nell’ambito dell’emergenza sanitaria ed economica causata dal Coronavirus – non ha avuto un impatto significativo sul fronte degli approvvigionamenti, grazie a livelli di scorte sufficienti alla fine del 2019 che hanno garantito al gruppo la flessibilità necessaria per far fronte alla chiusura temporanea del suo stabilimento cinese a Suzhou e alle difficoltà incontrate dai fornitori cinesi.

Ad oggi, spiega una nota, lo stabilimento cinese è stato riaperto e sta funzionando a pieno regime, mentre la maggior parte dei principali fornitori cinesi ha ripreso l’attività a livello normale.

Dal lato della domanda, nei primi due mesi del 2020 Safilo ha registrato un aumento mid-single digit delle vendite nette, che era tuttavia previsto appiattirsi entro la fine del primo trimestre, sulla base dei dati preliminari e delle informazioni raccolte all’inizio di marzo, con l’intensificarsi di Covid-19 in Italia, e solo i primi segnali in Europa e negli Stati Uniti.

Da metà marzo, la diffusione del Coronavirus si è intensificata anche in Europa e negli Stati Uniti, con misure più gravose in termini di blocco e chiusure delle attività nazionali attuati nelle ultime due settimane di marzo.

Queste circostanze straordinarie stanno avendo ripercussioni dirette e indirette sull’attività economica di Safilo, con conseguenti effetti negativi sulle vendite e sugli utili del Gruppo, oggi impossibili da prevedere per l’intero esercizio. Di conseguenza, l’outlook per il 2020 fornito dalla società il 10 dicembre 2019, nel contesto dell’annuncio del Group Busines Plan 2020-2024, non può più considerarsi valido.

com/cce

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