Salvini: no a memorandum se la "Via della Seta" colonizza imprese italiane

Sulla “Via della Seta” il nuovo fronte di attrito Lega-5 Stelle. Per il vicepremier Matteo Salvini, se il memorandum per l’accordo italo-cinese sulla “Belt & Road Initiative” può «aiutare le imprese italiane a investire all’estero siamo disponibili a ragionare con tutti, ma se si tratta di colonizzare l’Italia è le sue imprese da parte di potenze straniere, no». La frenata della Lega sul piano di infrastrutture promosso dalla Repubblica popolare cinese per migliorare i collegamenti commerciali con l’Europa e l’Africa arriva nel corso della conferenza stampa seguita al Consiglio federale della Lega, a Milano. E apre l’ennesima spaccatura politica nella maggioranza, dopo il tira e molla politico Tav Sì-Tav no e il via libera del Cda Telt ai bandi di gara per il collegamento Torino Lione.

A dettare i paletti della Lega ci pensa poi il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, che seduto al fianco del vicepremier i spiega che l’accordo italo-cinese potrà contenere «nobili intenti per migliorare relazioni economiche e commerciali» ma «non impegni che possano creare interferenze di ordine strategico per il consolidato posizionamento del Paese». L’Italia – ricorda – ha «una normativa, la golden share, che potrà anche essere migliorata, per tutelare gli interessi strategici del Paese che vengono prima di tutti gli altri».

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