Sanità pubblica «in codice rosso»: da Fondazione Gimbe un piano di salvataggio

Una ricetta in otto punti per salvare il Servizio sanitario nazionale. Un “paziente in codice rosso” afflitto da quattro malattie: definanziamento pubblico, ipertrofia del paniere dei nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea), sprechi e inefficienze ed espansione incontrollata della sanità integrativa. A chiedere un piano di emergenza immediato è la Fondazione Gimbe, nel corso della 14esima Conferenza nazionale in corso a Bologna. «Serve un piano terapeutico personalizzato basato su un massiccio progetto di riforma – spiega il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta – a partire dal rilancio del finanziamento pubblico, dall’aumento delle capacità di verifica dello Stato sulle Regioni e da un piano nazionale anti sprechi che utilizzi criteri di rimborso value based».

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