Sardegna domenica al voto tra vertenze e seggi super protetti

Al voto, tra vertenze aperte e seggi super protetti. Chiusa la campagna elettorale la Sardegna si appresta ad affrontare le consultazioni che eleggeranno, tra sette aspiranti presidenti e 1.800 aspiranti consiglieri, il nuovo governatore e il Consiglio regionale.
Il tutto in un clima particolarmente teso e con i seggi super attenzionati dalle forze dell’ordine. La fumata grigia di giovedì, ossia il mancato accordo sul prezzo del latte (80 centesimi come base di partenza poi un euro a litro) che i pastori chiedono sia corrisposto dai trasformatori, non ha stemperato gli animi. Anzi. La tensione si è percepita subito dopo l’incontro romano e durante il ritorno nell’isola.

Quello che in tanti speravano non accadesse, soprattutto dopo giorni di proteste in strada e circa tre milioni di litri di latte versati in strada o regalati. Un rinvio giunto proprio a pochi giorni dal voto e con il mondo delle campagne pronto a nuove azioni di protesta. Non è certo un caso che, dopo il ritrovamento di un ordigno a Torpé, nell’edificio che ospiterà il seggio elettorale e le scritte in strada che sollecitavano di non andare a votare, i quattro questori della Sardegna si siano incontrati per una riunione operativa ad Abbasanta. Incontro preparatorio per affrontare la vertenza in corso e fronteggiare eventuali questioni di ordine pubblico. Previsto in Sardegna, infatti, l’arrivo di reparti della celere dalla penisola.

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