Savona, da mina vagante del governo al passo in Consob

ROMA – Divisivo, si direbbe oggi. Ma il lessico dei colleghi, più o meno della sua generazione, è più esplicito. Come quello usato da Vincenzo Visco, ministro del Tesoro dei governi di centrosinistra, che in una intervista, prima della contrastata nomina a titolare degli Affari Europei, disse che le posizioni di Paolo Savona sono “in modo radicale e suicida antitedesche” e questo – aggiunse – “può creagli e crearci dei problemi”.

Così più che divisivo, il candidato della Lega alla carica di ministro dell’Economia poi declassato agli Affari europei, si preannunciava come una vera e propria mina vagante. I rumori di guerra si sentirono subito: un gruppo di economisti, capeggiato dal suo allievo, Antonio Maria Rinaldi, raccolse firme per pubblicare un appello in suo favore su settimanali e quotidiani. Un caos nell’accademia, divisa tra estimatori senza dubbi e nemici implacabili.

Nei giorni dell’estate…
Leggi anche altri post Economia o leggi originale


Questo contenuto è stato importato con un sistema automatizzato, senza intervento umano. È possibile segnalare la rimozione dei contenuti, leggendo prima le nostre Note Legali Disclaimer