Sea Watch, così l’ultima Ong salva vite al posto della Marina libica

La nave Sea Watch 3, con 47 migranti a bordo da una settimana, è in acque territoriali italiane a causa del maltempo. Ha ottenuto l’autorizzazione a gettare l’ancora ad un miglio e mezzo dal porto di Augusta, a causa delle cattive condizioni meteo, per salvaguardare la vita dei migranti salvate da un gommone in avaria nelle acque internazionali a nord di Zuwarah, in Libia. Il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha chiuso però a qualsiasi ipotesi di accoglienza .

Gli interventi della nave Sea Watch 3
Non è il primo intervento di salvataggio della Sea Watch 3. Lo scorso 9 gennaio la nave ha vagato per 19 giorni con 49 migranti a bordo (recuperati in varie operazioni di salvataggio) prima di ottenere l’autorizzazione allo sbarco a Malta. Sconvolgente la testimonianza del New York Times che in un video documenta un intervento di salvataggio della Sea Watch 3 lo scorso 6 novembre 2017, osteggiata dalla Guardia Costiera libica, sulla cui motovedetta i migranti recuperati sono malmenati. Nelle immagini si vede come la nave della Sea Watch subisca minacce e lancio di oggetti da parte libica, proprio mentre salva decine di persone. E si vede anche come alcuni giovani saliti faticosamente a bordo dell’impabarcazione della Guardia costiera poco dopo si buttino di nuovo in mare pur di non subire maltrattamenti ed essere riportati in Libia.

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