Sea Watch, gli esperti: «Deputati a bordo non violano norme»

Con un giorno di ritardo sul blitz domenica dei deputati Ni cola Fratoianni (Liberi e Uguali), Riccardo Magi (+Europa) e Stefania Prestigiacomo (Forza Italia), lunedì sono stati il presidente dem Matteo Orfini e l’ex reggente – candidato alla segreteria – Maurizio Martina a riuscire a salire a bordo della nave della Ong, ormeggiata da venerdì al largo di Siracusa con 47 migranti . Questi ultimi due lo hanno fatto – dopo l’autorizzazione della prefettura – malgrado il divieto di avvicinarsi alla Sea Watch 3 per un raggio di mezzo miglio da parte della Capitaneria di porto di Siracusa.

Sotto i riflettori la scelta di salire a bordo
«Siamo indagati per essere saliti sulla nave» ha protestato Orfini. Il procuratore siracusano Fabio Scavone, da parte sua ha assicurato che «non c’è nessun indagato». La scelta di salire sulla Sea Watch è comunque sotto i riflettori. Su twitter il dem Emanuele Fiano scrive: «Indagati Martina e Orfini per essere saliti a bordo della #SeaWatch. Bene tra poco potrete indagare anche tutti gli altri parlamentari del @pdnetwork perché saliamo tutti». Si tratta di un’azione legittima o in violazione dell’articolo 650 del codice penale secondo il quale «chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall’Autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica, o d’ordine pubblico o d’igiene, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a duecentosei euro?

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