Senatori a 25 anni ed elettori a 18: via libera della Commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama


Senatori a 25 anni ed elettori a 18. Il percorso parlamentare non è ancora concluso ma il passo ha un forte valore politico. La Commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama ha infatti dato il via libera quasi all’unanimità (solo Forza Italia si è astenuta) a un emendamento della maggioranza – primo firmatario Dario Parrini (Pd) – a un disegno di legge («Modifica all’articolo 58 della Costituzione, in materia di elettorato per l’elezione del Senato della Repubblica»). Il testo, che modifica il disegno di legge così come approvato in prima lettura a luglio alla Camera, prevede che «anche i 18enni potranno votare per il Senato e anche i 25enni potranno essere eletti senatori». La riforma costituzionale sta impegnando da mesi le forze politiche.

La modifica, se venisse confermata nei prossimi passaggi parlamentari, permetterebbe ai 18enni di esprimersi anche per il Senato alle elezioni politiche. Ma non solo. Il Parlamento sta intervenendo sia sull’elettorato attivo che passivo e si cerca di abbassare anche l’età minima per poter essere eletti senatori che passerebbe, secondo l’emendamento, dagli attuali 40 anni a 25.

L’impatto sugli equilibri politici
Un ringiovanimento dell’elettorato e della rappresentanza parlamentare non da poco, certamente di grande impatto anche sulle future scelte politiche. Tirando dentro al processo politico le fasce più giovani della popolazione è prevedibile immaginare piccole rivoluzioni culturali oltre che un’iniezione di freschezza nelle dinamiche parlamentari. Se è impossibile fare previsioni, i sondaggisti sottolineano un dato: da anni l’elettorato italiano è tra i più volubili in Europa e l’ingresso alle urne di un elettorato giovane potrebbe aumentare il tasso di volatilità.

Parrini: «Riforma epocale»
«Si tratta di una riforma epocale. Si supera la paradossale e ormai anacronistica esistenza di un ramo del Parlamento dotato degli stessi poteri dell’altro ma non eletto a suffragio universale. Il provvedimento andrà al più presto in aula», ha spiegato Parrini. Sulla stessa linea il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà: «rispettiamo gli impegni presi, avanti con il cronoprogramma delle riforme!», ha assicurato. Il MoVimento esulta con Giuseppe Brescia, presidente della commissione Affari Costituzionali della Camera: «più di 4 milioni di under 25 potranno votare per il Senato e non bisognerà aspettare i 40 anni per diventare senatore. I giovani diventano protagonisti».