Sì del Senato al Dl Semplificazioni

Con 142 voti a favore, 74 contrari e 10 astenuti l’Aula di Palazzo Madama ha approvato in prima lettura il controverso decreto legge semplificazioni. Un decreto destinato dalla maggioranza a divenatre una sorta di “omnibus”, ma finito sotto la lente del Quirinale per l’allargamento eccessivo dei contenuti disomogenei nel passaggio in commissione (da 10 articoli a quasi cento), al punto da costringere la presidenza del Senato a dichiarare inammissibili 62 degli 85 emendamenti già approvati in sede referente. Il provvedimento – che deve essere coonvertito in legge entro il 12 febbraio – ora passa all’attenzione della Camera.

Stop al raddoppio Ires Terzo Settore
Nonostante il “dimagrimento” imposto dal pressing del Colle negli ultimi giorni le “Disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la Pa” (Dl 135/2018) “tiene insieme” norme assai disparate: si va dalle trivelle al Fisco, passando per Alitalia, Ncc e Terzo Settore, che tira un sospiro di sollievo dopo il congelamento del raddoppio dell’Ires (torna al 12 per cento) . Molti i capitoli che restano aperti, come il mancato stop delle tasse per le zone colpite dal crollo del Ponte Morandi e il vincolo per le assunzioni nella sanità, che il governo assicura scioglierà nelle prossime settimane, probabilmente utilizzando altri provvedimenti. Ma c’è anche chi, nella maggioranza, non esclude che si possa decidere di fare qualche correzione già nel passaggio a Montecitorio.

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