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Siglato il contratto tra Aran e sindacati. Il ministro: «Oltre 2mila € di arretrati a Natale»

e stato sottoscritto – tra Aran e organizzazioni sindacali – il contratto collettivo nazionale di lavoro relativo ai principali aspetti del trattamento economico del personale del settore Istruzione e Ricerca, triennio 2019-2021. «Questo Natale – ha commentato il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara – docenti, personale amministrativo e in generale tutti i lavoratori del comparto scolastico riceveranno più di 2.000 euro di arretrati nella loro busta paga: stiamo parlando di una platea di all’incirca 1,2 milioni di lavoratori pubblici, tra i quali più di 850mila insegnanti. Sono orgoglioso di avere dato seguito a un impegno che avevo assunto fin dal 1º giorno del mio insediamento».

L’Aran

Il contratto Scuola, istruzione, ricerca per il triennio 2019-2021, si applica a tutto lo staff a tempo indeterminato e determinato dipendente dalle amministrazioni del settore, per un totale di un milione e 200mila lavoratori pubblici, di cui oltre 850mila insegnanti. «Con questa firma, la parte economica del nuovo Ccnl entra prontamente in vigore, così aumenti e arretrati possono essere erogati entro fine anno. Si chiude il lungo lavoro con i sindacati sugli aspetti economici del contratto, ma va avanti, senza soluzione di continuità, il negoziato all’Aran sulla parte normativa dello stesso Ccnl, che contiene importanti innovazioni per i settori interessati. L’obiettivo e continuare questa negoziazione dialettica, ma costruttiva, per arrivare a firmare definitivamente entro gennaio 2023», ha sottolineato il presidente dell’Aran, Antonio Naddeo.

I sindacati

«Esprimiamo soddisfazione per la sottoscrizione finale della parte economica del Ccnl scuola, università e ricerca che porterà nuova liquidità ai lavoratori in tempi economicamente complicati. Ora occorre procedere per una rapida chiusura della parte normativa», lo ha scritto su twitter il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra.
«Bene così, ma ora servono altri soldi per allineare l’indennità di vacanza contrattuale. Siamo alla fine riusciti a sbloccare questo accordo – mette in rilievo il presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico – e da maggio che lo chiedevamo, che riguarda la parte fissa del salario accessorio e del tabellare che darà alla fine a Natale quegli aumenti per il triennio 2019-2021 quando l’inflazione e salita di un punto e mezzo e noi siamo riusciti a chiudere questo contratto con aumenti superiori a 4 punti. Quindi – aggiunge – abbiamo recuperato addiritura qualche cosa rispetto al contratto precedente, rispetto al blocco dei dici anni quando l’inflazione era salita e quindi quando il precedente contratto non aveva potuto colmare il costo della vita. Ora però – avverte Pacifico – c’e il problema di quest’anno e del 2023, c’e un’inflazione che e schizzata nel biennio di 11 punti e noi chiediamo l’allineamento e l’adeguamento dell’indennità di vacanza contrattuale. Questo e importantissimo e chiediamo che il governo metta i soldi per riallineare la vacanza contrattuale».

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