Stadio della Roma, De Vito resta in carcere. «Può inquinare le prove»

Marcello De Vito resta in carcere. Secondo il tribunale del Riesame il presidente dell’Assemblea capitolina «può inquinare le prove» dell’inchiesta sul “sistema” correttivo attorno al progetto del nuovo stadio della Roma e di una serie di altre iniziative imprenditoriali, come il restyling dell’ex Mercato generale di Ostiense e della stazione Trastevere.

Regge, dunque, l’impianto accusatorio della Procura di Roma, nella vasta inchiesta che ha portato in arresto, tra gli altri, De Vito e il suo braccio destro, l’avvocato Camillo Mezzacapo, presunto anello di congiunzione col mondo imprenditoriale. Un meccanismo correttivo a più livelli, che consentiva agli imprenditori Luca Parnasi, l’audio e Pierluigi Toti e Giuseppe Statuto di ottenere presunte agevolazioni in cambio di ricche consulenze a Mezzacapo, il quale resta pure in carcere. Denaro che poi sarebbe finito nelle tasche anche di De Vito. Misura ai domiciliari è stata confermata anche per il grillino Gianluca Bardelli e per l’architetto Fortunato Pititto.

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