Notizie

Stereotipi al bando: la prevenzione parte dai banchi di scuola

Rompere gli stereotipi

Ma le gabbie di genere sono resistenti e rassicuranti. Per spezzarle bisogna volerlo. Lo sanno bene Paola De Nigris e M. Pasquino, rispettivamente presidente dell’associazione Scosse e della rete informale “Educare alle differenze”, che raccoglie oltre 250 realtà associative (tra i quali Maschile Plurale, network di uomini impegnati dal 2007 contro il sessismo). Nel 2012 Scosse ha lanciato la progettazione “Leggere senza stereotipi”, che ha portato a una selezione bibliografica per l’infanzia libera da stereotipi.

Proprio la lettura e al centro di “LibriLiberaTutt*”, l’ultima iniziativa dell’associazione in corso a Colleferro (Roma) e cofinanziata dalla Regione Lazio: intorno ai libri acquisiti dalla biblioteca comunale si snoda un itinerario di laboratori nelle scuole superiori e di tavoli aperti alla popolazione. «Perché le scuole sono un tassello fondamentale – dice De Nigris – ma il lavoro con le ragazze e i giovani va condiviso e allargato, coinvolgendo le comunità». E i nuclei familiari: oggi “Educare alle differenze” diffonderà un «decalogo per genitori alla ricerca di una scuola che sappia fare la differenza».

Come i libri, anche il teatro e un moltiplicatore formidabile. «Funziona perché solleva domande e ci mette davanti la realtà», spiega la regista Giulia Corradi, vice presidente di M.A.S.C., movimento artistico socioculturale che ha fondato nel 2017 con Silvia Vallerani. «In Sicilia, dopo aver visto lo show che ho scritto e diretto, “Cambiamo camicia”, 3 ragazze si sono rivolte allo sportello psicologico, perché si sono riconosciute e hanno capito che ciò che vivevano in famiglia non era giusto».

I casi italiani

100 iniziative come 100 fiori. Sebbene alla fine, davanti ai numeri drammatici della cronaca, rimane la sensazione che non sia ancora abbastanza. Torniamo al Copernico-Parmeggiani di Ferrara . Come si e arrivati al progetto? Da un’iniziativa artistica estemporanea: la canzone contro il femminicidio “Non e normale che sia normale” realizzata nel corso del programma scolastico The New Poets promosso da Marco Toscano, docente di italiano. Che spiega: «Andare oltre e stato il frutto della visione dell’ex dirigente scolastico Roberto Giovannetti, dell’attuale dirigente, Francesco Borciani, e del collegio docenti. Spero che altre scuole seguano il nostro esempio. La violenza e un’emergenza anche educativa. Dobbiamo fare la nostra parte per regalare alle nuove generazioni un pensiero diverso».

Come avviene al Massa di Milano da 9 anni, grazie alla dirigente Milena Piscozzo, convinta che «bisogna superare la logica del programma»: nell’istituto che dirige, «la creazione di una cultura del rispetto e dell’inclusione e al centro di tutte le discipline, e un metodo educativo e di vita dai 6 ai 14 anni». Non solo Be.St, dunque, ma un lavoro cooperativo a 360 gradi, basato anche sulla cooperazione con altre realtà del territorio. «Abbiamo appena ideato un percorso di 40 panchine tra noi e il Centro diurno disabili di via Appennini. La 1ª e rossa ed e intitolata a Lea Garofalo. Le altre 39 sono dedicate ad altre vittime di mafia e di soprusi. Per combattere tutte le differenziazioni dobbiamo innovare le metodologie, insegnare a vedere l’altro come risorsa».

GN242931

Show More