Strategie opposte tra Roma e Parigi

L’Italia guarda al Mediterraneo. La Francia al Reno. Non c’è miglior esempio delle polemiche tra Parigi e Roma di quanto possa essere fuorviante, sul tema delle immigrazioni, un approccio nazionalista. Sono attriti alimentati anche dall’avvicinarsi delle elezioni europee, che la maggioranza italiana e quella francese affronteranno con parole d’ordine diverse: sovranismo o europeismo. Le frizioni tra i due paesi durano però da tempo. I blocchi alla frontiera di Ventimiglia, istituiti nel luglio 2015, hanno arricchito le cronache prima della vittoria elettorale di Lega e Cinquestelle.

La Francia ha respinto i migranti, e ha anche tentato di punire i “reati di solidarietà”, a volte compiuti da italiani. Il Conseil costitutionnel, a luglio, ha poi riconosciuto «la libertà di aiutare gli altri, con scopi umanitari, senza considerare la regolarità del suo soggiorno sul territorio nazionale» e molti attivisti sono stati assolti. Nel frattempo, però, non sono mancati incidenti. A marzo 2018, secondo Rainbow4Africa, la Gendarmerie ha fatto irruzione armata, a Bardonecchia, in alcuni locali adibiti dal Comune ad ambulatorio. I casi di sconfinamento sarebbero però tanti. Da ottobre, su iniziativa del ministro degli Interni Matteo Salvini, quei confini sono più controllati.

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