Sturmtruppen, 50 anni (in mostra) per il fumetto pacifista di Bonvi

C’è stato un ’68 che ha fatto meno rumore dei carri armati sovietici per le strade della Primavera di Praga o delle molotov lanciate dalle barricate del Maggio francese. Non era l’invito alla Revolution pacifica promessa dai Beatles e nemmeno lo sfogo tutt’altro che pacifico dei Rolling Stones di Street Fighting Man. Pezzo di storia, sì, ma di una storia che arriva dalla provincia italiana: un 27enne di Modena, in quell’anno decisivo, vince il concorso per fumettisti indetto dal Salone internazionale dei comics di Lucca. Ottiene così la pubblicazione delle proprie strisce su quello che, all’epoca, era un importante quotidiano nazionale. Il 23 novembre 1968 su «Paese Sera» fa così ufficialmente il suo debutto Franco Fortunato Bonvicini e quel suo scanzonato immaginario fatto di trincee, tedesco maccheronico, soldati (o meglio: «soldaten») sgangherati in preda sempre allo stesso invincibile dilemma: dall’altra parte della linea ci saranno amiken o nemiken?

La provincia che fece il ’68
Ebbene sì, maledetto Bonvi: tra le innumerevoli ricorrenze del ’68 c’è pure il mezzo secolo di storia delle Sturmtruppen, senza dubbio l’esercito (a fumetti) più potente del mondo. Strisce leggere eppure terribilmente profonde, concept non esplicitamente politico eppure impregnato degli ideali pacifisti che, sempre in quell’anno di proteste contro la guerra in Vietnam, scuotevano il mondo. E così Bologna, città adottiva di Bonvi, dal 7 dicembre al 7 aprile ospita a Palazzo Fava Sturmtruppen 50 anni, grande mostra allestita dalla figlia Sofia Bonvicini e dallo studioso Claudio Varetto per ripercorrere l’intera parabola del disegnatore emiliano.

Leggi anche altri articoli di Economia o leggi la fonte


Questo contenuto è stato importato con un sistema automatizzato, senza intervento umano. È possibile segnalare la rimozione dei contenuti, leggendo prima le nostre Note Legali Disclaimer