Sull’autonomia regionale la maggioranza è a rischio

Per Silvio Berlusconi «il governo potrebbe cadere sull’Autonomia». Quella dell’ex premier è certo una speranza. Ma che poggia su dati reali. La levata di scudi proveniente dal Sud contro le intese di Lombardia e Veneto ma anche Emilia Romagna sta mettendo a dura prova la tenuta dell’Esecutivo. Per Matteo Salvini il via libera all’Autonomia è una conditio sine qua non per andare avanti. E non tanto e non solo perché – come dice il ministro dell’Agricoltura, il leghista Gianmarco Centinaio – «è nel contratto di Governo». Ma soprattutto perché a chiederla sono le regioni più importanti, elettoralmente parlando, del Carroccio, che pur ampliando la sua platea in modo significativo nel centro Sud (vedi il risultato in Abruzzo) ha sempre nel Nord lo zoccolo duro più significativo sia in valori assoluti che per fedeltà.

A parti invertite lo stesso si può dire al Sud per il M5s. Tra una settimana si vota in Sardegna e se il verdetto degli elettori sarà simile a quello abruzzese di domenica scorsa per Luigi Di Maio si farà ancora più dura. E allo scontro sulla Tav, sulle nomine e sugli emendamenti al reddito di cittadinanza ora si aggiunge anche quello sull’Autonomia differenziata. Nel frattempo c’è anche il caso Diciotti. Per togliersi dall’impaccio il vertice pentastellato ha preferito che a esprimersi sia la base M5s attraverso il voto on line sulla piattaforma Rousseau. Si dà per scontata la prevalenza dei «no» e quindi i commissari M5S della Giunta per le Immunità potranno martedì dichiararsi contro il processo al leader della Lega.

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