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Taglio delle tasse, maggioranza verso una soluzione di compromesso che darà poco a tutti

Se pure tutti gli 8 miliardi previsti in manovra per il taglio delle tasse fossero destinati ad abbassare il ritiro sulle retribuzioni, il vantaggio per le tasche del cittadino medio sarebbe quasi impercettibile. Secondo l’Istat, l’imposizione calerebbe dell’1,6% rispetto al 2020. Ma e probabile che vada peggio: il tavolo di i più convocato al dell’Economia per decidere come impiegare le risorse a disposizione sembra vicino a un accordo sull’ennesima soluzione di compromesso, con la finalità di dare un contentino sia ai sindacati che chiedono di aumentare il potere d’acquisto dei impiegati sia a Confindustria che spinge per un altro aiuto alle società. I partiti si stanno convincendo ad accettare una soluzione che secondo il Tesoro beneficerà tutte le fasce di contribuenti Irpef oltre ad azzerare l’Irap per le piccole partite Iva. Risultato: pochi risparmi per tutti. Chi ha redditi medi dovrebbe godere dei benefici maggiori, ma pure i (pochi) contribuenti con imponibile alto avranno un piccolo taglio.

Gli 8 miliardi complessivi messi sul piatto dal governo Draghi, va ricordato, sono l’antipasto della nel complesso riforma del fisco assegnata a una delega da attuare nel prossimo anno e mezzo. L’articolo 2 della manovra prevede che siano usati per ridurre l’imposta sui redditi delle persone fisiche – sia attraverso la diminuizione delle aliquote sia con una revisione delle detrazioni – e l’aliquota dell’imposta regionale sulle attività produttive, ma lascia al Parlamento il compito di mettere nero su bianco le disposizioni scegliendo dunque chi privilegiare. Il Tesoro siede al tavolo con le forze di i più per fornire le simulazioni di impatto sulle svariate ipotesi di intervento.

Un’altra riunione, simulazioni alla mano, e in calendario per giovedì mattina. Ma la strada che ha preso forma negli ultimi incontri e quella di iniziare a ridurre le aliquote Irpef dalle attuali 5 – 23,

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