Tangenti Eni in Nigeria, chiesti 8 anni per Descalzi e Scaroni


Tangenti Eni in Nigeria, chiesti 8 anni per Descalzi e Scaroni 

Otto anni di carcere per l’amministratore di Eni, Claudio Descalzi, e per il suo predecessore e attuale presidente del Milan, Paolo Scaroni. Sono le principali richieste di condanna avanzate dal procuratore aggiunto di Milano, Fabio De Pasquale, al termine della sua requisitoria fiume nel processo sulla presunta maxi tangente da 1 miliardo e 92 milioni di dollari che Eni e Shell avrebbero pagato nel 2011 ad alcuni politici del governo nigeriano per ottenere la concessione all’esplorazione del giacimento petrolifero Opl-245. Il magistrato ha chiesto ai giudici della settima sezione penale di Milano di confiscare ai due gruppi petroliferi (sotto accusa per responsabilità amministrativa di società per reati commessi da propri dipendenti) 1 miliardo e 92 milioni di dollari, la stessa cifra della presunta tangente che sarebbe stata versata per ottenere “senza gara” i diritti di esplorazione del blocco petrolifero Opl 245 e per la quale le due compagnie petrolifere sono coinvolte nel processo in corso di svolgimento a MIlano. La stessa cifra è stata chiesta in solido a tutti e tredici gli imputati. La cifra totale ammonta quindi a oltre 2,1 miliardi.

La richiesta di condanna più alta, 10 anni, avanzata dal pm De Pasquale riguarda Dan Etete, già ministro del petrolio della Nigeria fino al 1998, e poi titolare di fatto della società Malabu, che si era vista assegnare la licenza per il blocco Opl-245. Etete, per l’accusa, è stato il “tramite…