Tariffe autostradali, ecco come cambieranno

La rivoluzione delle tariffe autostradali è iniziata ieri, senza clamori. L’Autorità di regolazione dei trasporti (Art) ha messo in pubblica consultazione sul proprio sito internet una delibera che fissa i nuovi criteri. Per superare lo scandalo suscitato dopo il crollo del Ponte Morandi lo scorso agosto, quando finì sotto gli occhi di tutti il fatto che il sistema tariffario consente remunerazioni molto alte degli investimenti. Ora si va verso tariffe “uguali” per ogni gestore. Con tagli programmati per costringere gli operatori a cercare di ridurre i costi e ulteriori riduzioni quando i profitti superano le previsioni.

La mossa dell’Art, anticipata un mese fa dal Sole 24 Ore, è stata resa possibile dal decreto Genova dello scorso autunno, nelle cui pieghe si stabilisce che ora l’Autorità non è più competente solo per le nuove concessioni, come invece fu deciso quando la si costituì, nel 2011. Una decisione che ha fatto sospettare si volesse difendere il sistema attuale: uno spezzatino di sette metodi diversi, concordati in modo perlopiù opaco tra lo Stato e ogni singolo gestore.

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