Più tasse o più lavoro? Il dilemma impossibile della Francia post-Covid


Più tasse o più lavoro? Il dilemma impossibile della Francia post-Covid

Non si capisce se è un riflesso pavloviano di un Paese dalle “passions tristes”, la solita reazione giacobina contro i ricchi che, anche stavolta, debbono farsi carico di una crisi economica mai vista (naturalmente per via fiscale); oppure se la Francia post Covid, che ha messo in conto al bilancio dello Stato un esborso di oltre 110 miliardi  di euro (24 miliardi solo per tenere in “chomage partiel” 12 milioni dipendenti privati), non sa uscire da quello che qui si chiama il “dilemma corneliano”.

Il non saper decidersi – come Rodrigo dell’opera del drammaturgo Corneille letteralmente stritolato tra amore (verso la moglie) e desiderio di vendetta (verso il suocero che gli ha ucciso il padre) – tra due diverse strategie anti-crisi: una tutta finanziaria, basata sull’aumento massiccio delle imposte, e l’altra di tipo social-economico, basata sulla cancellazione di certi privilegi come le famose 35 ore, introdotte …

 

Più tasse o più lavoro? Il dilemma impossibile della Francia post-Covid

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