Tav, come è nato il movimento a favore dell’opera e chi sarà in piazza domani

La decisione presa nelle ultime ore dal leader della Lega Matteo Salvini di rompere gli indugi e di far scendere in piazza a Torino i suoi fedelissimi, a partire dal capogruppo del Carroccio alla Camera Riccardo Molinari (e segretario piemontese del Carroccio), per partecipare alla manifestazione organizzata dal comitato “Sì Torino va avanti”, che sarà a favore della realizzazione dell’Alta velocità Torino – Lione, dimostra che la vera partita tra i due azionisti di maggioranza dell’esecutivo Conte si giocherà, soprattutto in vista delle Europee di fine luglio, anche e soprattutto sul campo delle Grandi opere. Domani scenderanno in piazza a sostegno del sì all’opera nel capoluogo piemontese 100 sindaci, il governatore della Liguria Giovanni Toti e un esponente della lista civica del sindaco Pd di Milano, Giuseppe Sala.

Le sette madamine e il precedente dei 40mila in piazza Castello a Torino
Oltre, naturalmente, alle sette “madamine” – espressione che in dialetto significa “giovani signore” – le imprenditrici che il 10 novembre scorso, a meno di due settimane dal voto, in Consiglio comunale, dell’ordine del giorno contrario alla Torino-Lione voluto dalla maggioranza Cinque Stelle, hanno portato in piazza Castello a Torino 40mila persone, per dire sì a un’opera la cui realizzazione è già al 15%. Dietro all’iniziativa, l’ex sottosegretario ai Trasporti Mino Giachino. E il sostegno del mondo produttivo, degli ordini professionali, di parte del sindacato. In piazza, quel giorno, nessuna bandiera di partito. Rispetto a quel precedente questa volta, a differenza di allora, alla manifestazione – che avrà la forma di un flash mob – parteciperà anche il governatore uscente, il Dem Sergio Chiamparino.

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