Tav, Conte: «Studio il dossier». Toninelli: «Soluzione in 7 giorni»

«Sulla Tav io stesso sto studiando bene il dossier, quindi ci riuniremo per discutere tutti assieme». Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, parlando con i cronisti davanti a Palazzo Chigi al termine della riunione con i governatori sul programma contro il dissesto del territorio. È in dirittura d’arrivo il supplemento di analisi sulla Torino-Lione a cui ha lavorato la commissione coordinata dal professor Marco Ponti su richiesta proprio del premier. Anche se top secret rimane per ora il contenuto per Ponti comunque la Torino-Lione «è diventata un caso nazionale ma forse non meritava di esserlo, anche perché non è neppure tra le opere più care che abbiamo analizzato». C’è stato «un giudizio tecnico sull’opera», aggiunge l’esperto, «ma abbiamo sempre detto che la scelta finale deve essere politica».

In effetti la soluzione del problema preme sempre di più sull’esecutivo col passare dei giorni a causa delle pesanti conseguenze di un eventuale passo indietro sull’opera. Se non pubblicati a breve i bandi faranno perdere all’Italia 300 milioni di finanziamenti europei. «Entro la prossima settimana ci sarà una decisione», è stata l’assicurazione di Danilo Toninelli. Nonostante «punti di partenza distanti» una via di uscita si troverà, di questo è convinto il ministro delle Infrastrutture. Allo stato però il confronto interno alla maggioranza non guadagna terreno sulla strada di una intesa, Matteo Salvini spinge da un lato incontrando molta resistenza nei Cinque Stelle. Intanto Toninelli “apre” all’avvio dei bandi. «Telt è una società di diritto francese, e lì c’è la clausola di “senza seguito”, cioè la possibilità di revocare le procedure di bando in qualsiasi momento, senza penali. Dunque se partissero i bandi di Telt per la Torino-Lione non mi preoccuperei, sarebbe solo una ricognizione di mercato, aperta per sei mesi, sempre revocabile». Ma «se poi come auspico il governo arriverà a una decisione definitiva sulla Tav entro marzo non ci sarà bisogno di pubblicare i bandi».

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