Tav, dal nuovo Trattato possibile taglio di costi da 1,7 miliardi

Può valere 1,7 miliardi una ridiscussione dei Trattati della Torino-Lione fondata sull’ipotesi che vadano completamente a vantaggio dell’Italia un aumento dei fondi Ue dal 40 al 50% sul tunnel di base italo-francese (8.793 milioni a costi 2012 rivalutati) e un nuovo finanziamento del 50% sulla tratta nazionale (costo 1,7 miliardi). La Ue ha già dato una disponibilità ad aumentare il proprio finanziamento – e proprio ieri l’accordo tra le istituzioni Ue per la tranche 2020-27 lo conferma – mentre sarebbe tutto da trattare con Parigi, evidentemente, che il beneficio vada a ridurre i soli costi sopportati dall’Italia. Parigi potrebbe comunque dare una disponibilità a trattare, considerando il pressing italiano a riequlibrare il finanzimanto sul tunnel di base che oggi pesa sull’Italia per il 35% e sulla Francia per il 25% (per il 40% sulla Ue).

Se questa ipotesi fosse percorribile l’attuale ripartizione dei costi sul tunnel (3.517 milioni a carico della Ue a valori attualizzati, 3.077 milioni a carico dell’Italia, 2.198 a carico della Francia) lascerebbe il posto a una ripartizione in cui la Ue coprirebbe 4.369 milioni, l’Italia 2.225 e la Francia 2.198 milioni. Se aggiungiamo la riduzione del costo per l’Italia sulla tratta nazionale da 1,7 miliardi a 850 milioni, il costo totale per l’Italia potrebbe scendere da 4.777 milioni a 3.075 milioni, con un risparmio netto di 1.702 milioni. La cifra può cambiare a seconda della modalità di rivalutazione che si sceglie (quella scelta in questa simulazione è quella dell’Osservatorio Torino-Lione nel Quaderno 13) ma comunque la sostanza non cambia di molto.

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