Tav, il compromesso del governo che potrebbe evitare la crisi

Giuseppe Conte sta mettendo tutte le sue competenze di avvocato per tentare di uscire dall’impasse sulla Tav. Tra le ipotesi al vaglio dei suoi consulenti giuridici c’è quella di un Dpcm, quello che è solitamente un atto di indirizzo. Destinatario, in questo caso, il Cda di Telt, chiamato lunedì alle 11 a decidere sui bandi da 2,3 miliardi di euro per il tunnel di base.

Il premier lavora per trovare una mediazione tra le due posizioni finora inconciliabili di Lega e M5S, con Matteo Salvini che manda a dire che i suoi ministri non voteranno mai un provvedimento per bloccare i bandi e Luigi Di Maio che assicura: «Ci sono le soluzioni tecniche per evitare di vincolare i soldi degli italiani». È in questa area grigia tra il “sì” e il “no” ai bandi che si gioca la sopravvivenza del Governo. Ma fermare le gare è difficilissimo: si rischia di violare quattro trattati con la Francia e di pagarne il prezzo.

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