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TOP STORIES ITALIA: azionario rimane “place to be” (Robeco)

MILANO (MF-DJ)–“Il pianeta sta affrontando una crisi geopolitica che sembra destinata a cancellare alcuni dei benefici raccolti dalla fine della guerra fredda nel 1989 grazie alla globalizzazione, all’efficienza in termini di costo e ai flussi commerciali internazionali.
Il che e chiaramente un aspetto negativo che sta causando una notevole incertezza per gli investitori”.Lo conferma Arnout van Rijn, cio Asia Pacifico di Robeco, puntualizzando che “per ora gli investitori stanno risentendo oltretutto dell’impatto degli eventi in Ukraine attraverso l’incremento dei prezzi dei fattori produttivi in generale e nello specifico dei prezzi delle materie prime.Quale sará l’impatto combinato di inflazione e tassi piú alti sulla crescita economica e sulla redditivitá? Al termine del 2021 sembrava che gli utili potessero rimanere solidi, ma nel 1º trimestre abbiamo giá visto certune aziende segnalare che la pressione sui loro margini potrebbe intaccarne la redditivitá.
E non dimentichiamo che la redditivitá delle aziende e il perno che sostiene i mercati azionari globali.
Oltre ai margini piú bassi, gli utili potrebbero essere sotto pressione a seguito del rallentamento della crescita economica reale che verosimilmente sará indotto dalla generale incertezza.
Questo e quanto mai vero in Europa, dove i mercati hanno subito le conseguenze peggiori”.”I tassi d’interesse bassi che sono stati in vigore per oltre un decennio hanno attutito molto la volatilitá.
Ma quest’era sta per finire.Le autoritá di tutto il pianeta spingono verso una normalizzazione della politica monetaria, proprio come i cittadini comuni desideravano la normalitá durante i giorni bui del lock down.
La Federal Reserve ha giá iniziato ad aumentare i tassi e pure la Banca centrale europea deve fronteggiare quella che viene vista come un’inflazione spaventosamente alta in Europa”, va avanti l’esperto.”Invece, la faccenda in Asia e molto diversa perchè nelle sue economie piú grandi – Cina e Giappone – gli aumenti dei prezzi dei fattori produttivi non hanno anche ora portato a un aumento significativo nei prezzi dei beni al consumo.
Storicamente, i titoli azionari asiatici hanno faticato in un contesto di rigidi tassi di cambio con il biglietto verde, ma questa volta sarà diverso.
Le azioni asiatiche hanno sottoperformato nel rally guidato dalla liquiditá immessa sui mercati degli ultimi anni, ma avranno meno da temere dalle mosse della Fed perchè le banche centrali asiatiche non hanno bisogno di adottare una politica monetaria molto aggressiva nell’anno in corso.
Ciò che e iniziato nel 2020 con una penuria di container in Asia per spedire le merci in Occidente, nel marzo 2022 si e trasformato in una serie di interruzioni della catena di approvvigionamento.
Aggravati dal recente incremento dei prezzi del petrolio e del gas, questi problemi hanno portato a un ripensamento delle interdipendenze globali: i politici si stanno muovendo chiaramente verso la ricerca di un’autonomia nazionale.
I governi stanno ora parlando della necessitá di sviluppare le proprie catene di fornitura di chip e naturalmente di ridurre la dipendenza dalle importazioni di energia.
Questo ha spostato l’attenzione dalla transizione verde a lungo termine alla sicurezza energetica a breve termine.
Sembra ora probabile che il gas naturale e l’energia nucleare rimarranno combustibili importanti, come minimo nel medio termine, per aiutarci a gestire la transizione verde verso emissioni zero entro il 2050.
Sotto il profilo dell’indipendenza energetica, gli Stati Uniti d’America sono favoriti grazie alla rivoluzione del petrolio di scisto.
Altresi, l’aumento americana sembra meno vulnerabile di quella europea per ora, dunque gli Stati Uniti d’America sembrano un buon mercato per gli investitori azionari.
In Europa, la Francia e stata relativamente risparmiata dallo shock energetico, perche la maggior parte della sua energia proviene da impianti nucleari nazionali”, va avanti van Rijn.”Vista l’elevata incertezza, gli investitori potrebbero pensare di cercare rifugio nei mercati del reddito fisso ma, dato che i rendimenti nominali delle obbligazioni rimangono molto bassi, devono ricordare che l’allocazione in questa asset class non genererá rendimenti sufficienti per pagarsi la pensione, per così dire.
Riteniamo dunque che il settore azionario rimanga il ‘place to be’.
Il ‘rally of everything’ di cui si parlava il passato trimestre e chiaramente finito molto presto quest’anno.Gli investitori dovranno essere piú selettivi, ma non siamo pessimisti sulle prospettive delle azioni.
Esse mantengono il loro fascino perchè sono sostenute da attivi reali, che tendono a muoversi, in una certa misura, in linea con l’inflazione.
Altresi, le societá generano un margine da questi attivi e adeguano i loro prezzi quando l’inflazione aumenta”, conclude il cio Asia Pacifico di Robeco.albalberto.chimenti@mfdowjones.itMay 12, 2022 05:00 ET (09:00 GMT)

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