TOP STORIES ITALIA: Ilva nel piano green dell’Europa

La Puglia, con l’ex-Ilva, è tra le regioni italiane beneficiarie del nuovo Fondo europeo per la transizione, che punta a favorire la conversione economica delle aree più colpite dalla trasformazione industriale.

Domani a Strasburgo viene svelato il maxi-progetto di investimenti della Commissione Ue che mobilita 1.000 miliardi di cui 100 mld destinati alla riconversione economica delle aree maggiormente dipendenti dalle industrie inquinanti attraverso un “Fondo per la transizione giusta”.

Ursula von der Leyen, subito dopo il suo insediamento alla guida della Commissione Ue, aveva anticipato la cornice del suo maxi-piano verde per permettere all’Europa di raggiungere l’obiettivo “zero emissioni” nel 2050. Il pilastro finanziario del green deal sarà il nuovo “Fondo per la transizione giusta”, un meccanismo creato per attutire i costi economici e sociali della riconversione energetica nelle aree più dipendenti dalle industrie inquinanti.

Non è un caso che l’Italia abbia subito appoggiato il green deal della nuova Commissione europea e che all’ultimo Consiglio Ue il premier Giuseppe Conte si sia battuto per allargare alle grandi industrie,

e quindi anche al polo siderurgico pugliese, la possibilità di utilizzare le risorse del “Fondo per la transizione equa”.

Dei 100 miliardi che si pensa di mobilitare entro il 2027, circa 10 dovrebbero andare alla Polonia, 8 mld alla Germania, 6 miliardi alla Spagna, 5 mld alla Grecia e 4 mld all’Italia che potrebbe agevolmente finanziare la riconversione dell’Ilva e consentire allo Stato di entrare direttamente in società con ArcelorMittal.

L’accordo che governo, commissari straordinari della vecchia

Ilva e Mittal stanno trattando in queste settimane prevede innanzitutto l’intervento pubblico, probabilmente attraverso Invitalia, nel capitale di una nuova società mista dove i Mittal manterrebbero il 60%, mentre il 40% sarebbe in mani italiane comprese le quote che potrebbero rilevare alcune grandi banche. In parallelo, verrebbe adottato un nuovo piano industriale “sostenibile” che tra il 2020 e il 2023 prevede investimenti per 3,3 miliardi per ammodernare l’intero sito e installare due nuovi forni elettrici in modo da rendere possibile lo spegnimento di 2 altiforni e di 5 batterie di coke.

In tutto, saranno quattro le regioni italiane che potranno ricevere risorse dal Fondo per la transizione: oltre alla Puglia, ci sarebbe la Sardegna per il polo petrolchimico di Porto Torres e le tante miniere

del territorio, ma anche Lombardia e Piemonte, da tempo alle prese con un forte inquinamento atmosferico legato a polveri sottili e ossidi di azoto.

pev