Torino torna in piazza per il sì alla Tav: «Siamo 30mila»

Torino torna in piazza, a due mesi dalla prima manifestazione, con una iniziativa per dire sì alla Tav. Lo scenario è lo stesso: ancora Piazza Castello, la stessa dello scorso 10 novembre, per ribadire il sostegno alla Torino-Lione e alle grandi opere come motore di sviluppo del Paese. In una piazza senza simboli di partito («Siamo più di trentamila, come l’altra volta» dicono gli organizzatori) i governatori di Piemonte e Liguria, Sergio Chiamparino e Giovanni Toti, il Pd con Maurizio Martina, Forza Italia e un centinaio di sindaci (uno speaker ha letto al megafono i nomi di tutti i Comuni rappresentati, da Venezia a Sestriere).

C’è anche la Lega con il capogruppo Maurizio Molinari, favorevole a un’opera osteggiata invece dall’alleato di maggioranza, il Movimento 5 Stelle.
«La Tav non si deve fare, per niente» ha ribadito Alessandro Di Battista. Luigi Di Maio smorza i contrasti: «Non mi scandalizzo per il fatto che si vada in piazza a dire che si era per il Sì alla Tav». Molinari si dice ottimista: «Come si è trovato un compromesso su altri temi, credo che alla fine lo troveremo anche sulla Tav, come sul Terzo Valico, sulla Pedemontana sulla Tap». La replica di Giorgio Bertola, candidato M5S alle prossime elezioni regionali del Piemonte, è però poco accomodante: «Non si possono fare i conti senza l’oste, che in questo caso sono i dati dell’analisi costi-benefici. Su quelli non c’è compromesso che tenga, così come scritto nero su bianco sul contratto di Governo. Non si possono prendere decisioni importanti sulla base di opinioni o umori pre-elettorali, bensì sulle analisi condotte dagli esperti».

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