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Tra gli addetti aumenta l’ottimismo su borsa e spread. Il crollo cripto non fa paura

(Il giornale Radiocor) – Aumenta per il secondo mese consecutivo l’ottimismo degli addetti finanziari sull’evoluzione delle Borse per i prossimi sei mesi. E’ quanto viene fuori dal sondaggio di novembre condotto da Assiom Forex fra i suoi associati insieme con Il giornale Radiocor. Secondo i risultati dell’indagine, infatti, il campione di quanti si attendono rialzi dei mercati in futuro sale dal 41% di un mese fa all’attuale 43% con un 3% che si attende guadagni in doppia cifra. Sale al tempo stesso il numero di quanti si attendono mercati stabili (sono il 43% contro il 36% di ottobre) mentre cala significativamente, dal 23% al 14%, la percentuale di quanti si attendono ribassi, che per l’1% potrebbero essere superiori al 10%. “Si rafforza ulteriormente l’ottimismo degli addetti – spiega il direttore di Assiom Forex, Massimo Mocio -. L’86% degli intervistati ritiene infatti che il mercato non andrà a testare livelli di supporto inferiori a quelli attuali poichè gran parte dei rialzi dei tassi e della revisione degli utili societari sembra ormai incorporata in questi prezzi. Aspettando quello che potrebbe divenire un piccolo rally di fine anno, restano ancora tutte aperte le principali incognite (conflitto ucraino-russo, Coronavirus policy cinese, durata del picco inflattivo) che potrebbero determinare un rialzo improvviso della variabilità, sebbene, rispetto agli scorsi mesi, sembra esserci una maggiore visibilità anche nel determinare l’ampiezza del movimento recessivo, con il consensus che pare posizionarsi su una ripresa veloce, principalmente negli Stati Uniti”.

Per il 91% euro stabile o in aumento in prossimi mesi

La tendenza di recupero dell’euro dopo i minimi toccati a luglio quando e sceso alla parità con il dollaro e destinato a proseguire. Secondo un totale 91% di addetti, infatti, l’euro, che attualmente naviga attorno alla soglia di 1,05 dollari, massimi da giugno, si rafforzerà ulteriormente nel corso dei prossimi mesi o quantomeno rimarrà sui valori attuali. Nello specifico per il 39% degli addetti la divisa comune metterà a segno rialzi che per il 2% saranno molto significativi. Un mese fa la percentuale complessiva dei “rialzisti” era al 26%. Secondo il 52% degli addetti invece (da 57%), il rapporto euro/dollaro rimarrà stabile. Sul fronte opposto da registrare il netta diminuizione di quanti si attendono un nuovo indebolimento dell’euzo: sono il 9% contro il 17% di ottobre. “La minore rigidità sul fronte dei rialzi dei tassi americani – spiega il presidente di Assiom Forex Massimo Mocio – sta supportando la ripresa dell’euro nei confronti del dollaro, tanto che ben il 91% degli addetti crede che la moneta unica non tornerà più sotto la parità (quanto meno nella prima parte del 2023), e verosimilmente contribuisce a delineare uno scenario più tranquillizzante anche per la Banca centrale europea, che, sebbene il Quantitative Tightening, si e riservata la facoltà di usare tutti gli strumenti di politica monetaria a sua disposizione per non impattare eccessivamente sui titoli periferici”.

Spread: calano le tensioni, per il 59% resterà sotto i 200

Aumenta la fiducia tra gli addetti dei mercati finanziari sulla tenuta dello spread in futuro. E’ quanto viene fuori da sondaggio di novembre condotto da Assiom Forex fra i suoi associati insieme con il giornale Radiocor. Se un mese fa solo il 24% degli addetti riteneva che il differenziale potesse rimanere in maniera stabile sotto quota 200 punti base, ora questa percentuale e al 59%, con un 46% che vede il differenziale navigare fra i 150 e i 200 punti (oggi si aggira attorno a quota 185) e un’altro 13% che invece ritiene probabile un restringimento sotto quota 150 punti. Un mese fa questo scenario era considerato probabile solo dal 7% degli intervistati. Scende di conseguenza al 37% dal 62% di un mese fa il campione di quanti vedono il differenziale navigare fra i 200 e i 250 punti mentre solo un’altro 4% (da 14%) ipotizza una fiammata dello spread che lo porti a superare la soglia dei 250 punti.

Per l’81% nessun rischio sistemico da crollo Ftx

Nessun rischio di contagio per il sistema finanziario più grande dal crollo della seconda piattaforma di trading di criptovalute, Ftx, e dalle ripercussioni che questo sta avendo sugli altri addetti del comparto. E’ la risposta netta data dall’81% degli addetti secondo cui non vi e alcun rischio di un contagio in stile Lehman Brothers come paventato da alcuni analisti e le conseguenze del crollo di Ftx dovrebbero rimarranno confinate al mondo delle criptovalute. Una posizione che segue la linea della Banca centrale europea che nei giorni passati ha sostenuto in un blog che l’universo crypto e avviato verso l’irrilevanza. Secondo il resto 19% degli addetti invece vi e l’opportunità di un contagio poiché i legami del comparto crypto con il sistema finanziario sono oggi molto più ampi e le gravi perdite accusate da diversi fondi potrebbero generare tensioni anche sul sistema finanziario “Le conseguenze relative al fallimento di FTX non sembrano impensierire eccessivamente gli addetti – spiega il presidente di Assiom Forex Massimo Mocio – che non lo considerano un elemento in grado di generare un contagio sui mercati finanziari come successe ai tempi del crack di Lehman Brothers”.

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