Ue: nuova proposta Michel conferma Recovery Fund da 750 mld


“La scorsa settimana ho concluso i miei incontri bilaterali con i leader e ho incontrato il Parlamento europeo varie volte. Da queste discussioni ho identificato i 6 pilastri di un possibile futuro accordo sulla strategia per la ripresa. Dobbiamo trovare il giusto equilibrio per raggiungere un accordo politico”.

Lo ha detto il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, durante la conferenza stampa di presentazione della sua nuova proposta sul Qfp e il pacchetto per la ripresa, spiegando che “il primo pilastro è la dimensione del Qfp. Ho proposto un bilancio di 1.074 miliardi di euro per raggiungere gli obiettivi a lungo termine dell’Unione e garantire la piena capacità del Recovery Plan. La mia proposta è basata sulla mia proposta di febbraio che rifletteva due anni di discussioni tra gli Stati”.

“Il secondo sono i rebates”, le correzioni per la contribuzione, “che saranno mantenuti per Germania, Danimarca, Olanda, Austria e Svezia”, ha proseguito Michel, aggiungendo che “il terzo è la dimensione del Recovery Fund”, che è stato confermato a 750 miliardi ed “è uno strumento eccezionale per una situazione eccezionale”.

“Il quarto blocco sono i prestiti e le sovvenzioni. Ho proposto di confermare la proporzione tra tra i prestiti e le sovvenzioni”, rispettivamente 500 miliardi e 250 miliardi “per evitare di sovraccaricare gli Stati con un livello più elevato di debito. Questo è chiave per il futuro del mercato unico ed evitare più frammentazione e disparità”, ha proseguito.

“Il quinto pilastro è la ripartizione dei fondi della Recovery and Resilience Facility. Questa proposta garantisce che il denaro vada alle regioni e ai settori più colpiti dalla crisi. Ho proposto che il 70% dello strumento venga impegnato nel 2021 e nel 2022 secondo i criteri di allocazione della Commissione e il 30% nel 2023 prendendo in considerazione il calo del PIl nel 2020 e 2021. L’ammontare totale dovrà essere sborsato entro il 2026”, ha spiegato il presidente.

Michel ha concluso dicendo che “il sesto pilastro è la questione della governance e della condizionalità con tre obiettivi che dobbiamo raggiungere. Il primo sono i piani nazionali di riforma. Gli Stati membri prepareranno piani nazionali per il 2021-2023 in linea con le raccomandazioni del semestre europeo. L’altro obiettivo è il cambiamento climatico. La transizione climatica rimane una nostra priorità principale verso la neutralità nel 2050. La terza condizionalità è la questione dello Stato di diritto e dei valori europi. Ho proposto un forte collegamento tra i finanziamenti e il rispetto della governance e dello Stato di diritto. Ho proposto che la Commissione e la Corte dei Conti denuncino le lacune nello Stato di diritto nell’implementazione del bilancio”.

cos