Università, con la «no-tax area» fino a 20mila euro di Isee, si rischia un buco di 225 milioni di euro


Università, con la «no-tax area» fino a 20mila euro di Isee, si rischia un buco di 225 milioni di euro 

L’Università di Catania calcola che metà degli studenti l’anno prossimo non pagherà le tasse, dopo aver adeguato – come previsto dal decreto ministeriale (n. 234/2020) appena pubblicato – la soglia della «no tax area» dai precedenti 14 mila a 20 mila euro di Isee. L’università di Palermo ha allargato la no tax area oltre la soglia indicata nel «Decreto Rilancio»: non 20, ma 25mila euro. Quella di Pavia rimarca che da anni non pagano contributi universitari tutti gli studenti sotto i 23 mila euro di Isee: il 30 per cento del totale. Misure destinate a supportare i ceti più bassi e alleviare il carico economico delle famiglie in un momento di crisi.

Uno su due

Ma l’allargamento dell’esenzione dalle tasse universitarie, per garantire il diritto allo studio nell’anno terribile del Covid – a cui vanno sommati gli sconti previsti (fino all’80%) per i redditi sotto i 30mila euro, e alle borse di studio e agli incentivi per colmare il divario digitale – rischiano di far saltare i bilanci di molti atenei. Complessivamente, stima la società di consulenza Talents Venture, a beneficiare di sconti e agevolazioni saranno circa 820mila studenti: un iscritto su due. Per supportare le università il ministero ha stanziato 115 milioni di euro (50 per coprire il mancato incasso della no tax area, 65 per gli «sconti») da distribuire tra i diversi atenei. Ma non bastano, dicono i ricercatori: il mancato incasso dalla contribuzione studentesca potrebbe superare i …