Usa-Iran: veto Trump su risoluzione poteri di guerra


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Giovedì 7 Maggio 2020

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha posto il veto su una risoluzione sui poteri di guerra che avrebbe limitato la capacità del presidente di intraprendere azioni militari contro l’Iran senza l’approvazione del Congresso.

Il Senato dovrebbe votare già oggi per scavalcare il veto ma, dato che sarebbe necessaria una maggioranza di due terzi, è probabile che il tentativo fallisca.

“Questa è una risoluzione molto offensiva, presentata dai democratici nell’ambito di una strategia per vincere le elezioni presidenziali il 3 novembre dividendo il partito repubblicano”, ha detto Trump in una nota, aggiungendo che “i pochi repubblicani che hanno votato a favore hanno fatto il loro gioco”.

La risoluzione era stata presentata dai senatori Tim Kaine, Mike Lee, Rand Paul e Dick Durbin ed era passata al Senato, controllato dal partito repubblicano, a febbraio con 55 voti a favore e 45 contrari, con 8 repubblicani che si erano uniti ai democratici. La misura era stata poi approvata dalla Camera a marzo con un 227 favorevoli, tra cui 6 repubblicani, e 186 contrari.

“Esorto i miei colleghi a unirsi a me nel voto per annullare il veto del presidente, a meno che non ci sia un consenso in seno al Congresso sulla necessità della guerra, non dovremmo mettere in pericolo le nostre truppe”, ha detto il senatore Kaine.

La misura era stata presentata dopo l’attacco statunitense di gennaio in cui era stato ucciso il generale iraniano, Qassem Soleimani, a capo delle Forze Quds.

I sostenitori della risoluzione hanno affermato che il Congresso deve dare la propria approvazione prima che gli Stati Uniti avviino un conflitto con l’Iran. Solo il Congresso può dichiarare formalmente la guerra. Il War Powers Act del 1973 consente al Congresso di rimuovere le forze militari statunitensi da un conflitto in assenza di tale dichiarazione.

Trump ha affermato che la risoluzione si basa su “incomprensioni di fatti e leggi”. Gli Stati Uniti “non sono impegnati nell’uso della forza contro l’Iran”, ha detto, aggiungendo che l’attacco contro il generale Soleimani era legittimo ai sensi della Costituzione e di una risoluzione del 2002 che autorizzava l’uso della forza militare contro l’Iraq. La misura, ha detto il presidente, avrebbe minacciato la sua capacità di difendere gli Stati Uniti.

“La risoluzione implica che il potere costituzionale del presidente di usare la forza militare sia limitato alla difesa degli Stati Uniti e delle sue forze contro attacchi imminenti. Questo è errato”, ha dichiarato Trump, aggiungendo che “viviamo in un mondo ostile, con minacce in evoluzione e la Costituzione riconosce che il presidente deve essere in grado di anticipare le prossime mosse degli avversari e di agire in modo rapido e deciso in risposta”.

Sebbene i repubblicani del Congresso tendano a votare in linea con il presidente, alcuni si sono mostrati contrari ai suoi interventi sul fronte della politica estera. L’anno scorso Trump ha posto il veto a una risoluzione sui poteri di guerra che avrebbe posto fine al ruolo degli americani nel conflitto a guida saudita in Yemen.

cos

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