Usa: Trump vuole accordo con Cina e Russia per controllo armamenti


Il nuovo negoziatore statunitense per il controllo degli armamenti, Marshall Billingslea, sta pianificando di incontrare presto la sua controparte russa per discutere di una nuova proposta degli Stati Uniti per un accordo di vasta portata volto a limitare le testate nucleari russe, cinesi e statunitensi, hanno reso noto ieri alcuni funzionari Usa.

Sarebbe la prima volta che l’amministrazione del presidente Donald Trump avvia negoziati su un accordo per sostituire l’intesa New Start, che copre le armi nucleari a lungo raggio della Russia e degli Stati Uniti e scadrà a febbraio.

La notizia sui possibili nuovi colloqui arriva dopo che l’amministrazione Usa ha deciso di ritirarsi da un vecchio accordo -l’Open Skies Treaty – che era stato siglato quasi 30 anni fa per ridurre il rischio di una guerra tra la Russia e l’Occidente.

Billingslea, che ha assunto l’incarico il mese scorso come inviato senior di Trump per il controllo degli armamenti, terrà i colloqui con Sergei Ryabkov, vice ministro degli Esteri russo. I due hanno lavorato per finalizzare l’agenda dell’incontro, che probabilmente avrà luogo a Vienna. “Abbiamo concordato che il prima possibile, tenendo conto del virus Covid-19, ci riuniremo per iniziare i negoziati”, ha detto un alto funzionario dell’amministrazione Trump.

La nuova proposta degli Stati Uniti è molto più ambiziosa dell’accordo New Start del 2010, non da ultimo perché cerca di convincere la Cina a unirsi ai negoziati. Funzionari statunitensi hanno affermato che l’intesa di ampia portata è necessaria a causa della prevista crescita degli arsenali nucleari cinesi e russi.

I critici avvertono che la strategia dell’amministrazione Trump è esagerata e potrebbe non portare a nulla, minando l’attuale quadro di controllo degli armamenti, che ha già iniziato a sfilacciarsi.

La preoccupazione per le prospettive circa il controllo degli armamenti è stata espressa da funzionari europei dopo che il segretario di Stato Usa, Mike Pompeo, ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno annuciato l’uscita dall’accordo Open Skies del 1992, che consente all’Occidente e alla Russia di realizzare voli di ricognizione sui rispettivi territori per assicurarsi che non venga pianificato alcun attacco.

Gli Stati Uniti hanno accusato la Russia di aver negato il pieno accesso agli aerei occidentali sul suo territorio. Difendendo la sua decisione, Trump ha affermato che cercherà di mantenere buoni rapporti con Mosca siglando altre intese sul controllo degli armamenti o aderendo nuovamente all’accordo Open Skies se la Russia risolverà le questioni che preoccupano gli Stati Uniti.

“C’è un’ottima possibilità di fare un nuovo accordo o di fare qualcosa per rimetterlo insieme”, ha dichiarato Trump, aggiungendo che “noi usciremo e loro torneranno. Vogliono fare un accordo”.

Il viceministro degli Esteri russo, Aleksandr Grushko, ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno fatto affidamento su “pretesti inventati” per prendere la propria decisione sottolineando che ciò fa parte di una strategia che si basa su “passi distruttivi nell’ambito della stabilità strategica e della sicurezza”, ha riferito l’agenzia di stampa statale russa Ria Novosti.

La Cina, che ha un arsenale nucleare molto più piccolo di Stati Uniti e Russia, ha ripetutamente affermato che non farà parte di un accordo nucleare a tre Stati. Pechino non ha precedenti di controlli intrusivi per il controllo degli armamenti sul suo territorio.

Un portavoce del ministero degli Esteri cinese ha dichiarato a gennaio che Pechino non ha “nessuna intenzione di partecipare” ai colloqui sulle armi a tre e ha accusato Washington di chiedere alla Cina di partecipare a negoziati come “pretesto per sottrarsi alle proprie responsabilità sul disarmo nucleare”.

Billingslea, tuttavia, ha detto ai russi che dovranno aiutare gli Usa a portare la Cina al tavolo dei negoziati. Gli Stati Uniti hanno in programma di usare diplomatici – e possibilmente anche una leva finanziaria – per favorire la partecipazione di Pechino, hanno detto i funzionari statunitensi.

“Non ho intenzione di fingere che sarà facile. È qualcosa di nuovo la trilateralizzazione del controllo degli armamenti nucleari”, ha detto un alto funzionario dell’amministrazione Trump, spiegando che “i cinesi non hanno la stessa storia circa il controllo degli armamenti, quindi questa sarà un’esperienza di apprendimento per loro, ma è un’esperienza che ci aspettiamo che abbia successo”.

La nuova proposta degli Stati Uniti riguarderebbe tutte le testate nucleari, comprese quelle conservate in deposito o montate su sistemi a corto raggio. Tale disposizione consentirebbe agli Usa di limitare l’arsenale russo di armi nucleari tattiche, che i funzionari americani affermano che stia crescendo, così come le testate cinesi, che alcuni esperti ritengono siano conservate in deposito e non montate su missili. In particolare, gli Stati Uniti vogliono che la Russia elimini le sue testate nucleari per missili a corto raggio terrestri, cosa che il leader sovietico Mikhail Gorbachev aveva promesso di fare nel 1991.

L’amministrazione Trump afferma che prevede di proporre misure di verifica più invasive rispetto a quelle previste dal New Start. Queste includerebbero la richiesta di una maggiore condivisione della telemetria per i test missilistici e misure che consentano ispezioni in loco più rapide.

cos

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