Usa: valuta dazi contro Paesi che vogliono imporre web tax


L’amministrazione del presidente Usa, Donald Trump, sta facendo i primi passi verso l’introduzione di dazi contro una serie di partner commerciali e il processo andrà avanti a meno che tali Paesi non ritirino le loro proposte sull’imposizione di una tassa che ricadrebbe pesantemente sulle principali società statunitensi del web.

L’ufficio del rappresentante commerciale degli Stati Uniti (Ustr) ha dichiarato ieri che sta iniziando a valutare le misure fiscali, note come imposte sui servizi digitali, che sono state proposte o implementate in molti Paesi per tassare il commercio su Internet. L’Ustr ha dichiarato che indagherà sulla proposta dell’Unione Europea, nonché sulle proposte nazionali di Austria, Brasile, Repubblica Ceca, India, Indonesia, Italia, Spagna, Turchia e Regno Unito.

“Il presidente Trump è preoccupato per il fatto che molti dei nostri partner commerciali stiano adottando regimi fiscali volti a colpire ingiustamente le nostre società”, ha dichiarato il rappresentante Usa per il Commercio, Robert Lighthizer, aggiungendo che “siamo pronti a prendere tutte le misure appropriate per difendere le nostre imprese e i nostri lavoratori da tali discriminazioni”.

L’annuncio di ieri è una replica della tattica aggressiva perseguita contro la Francia l’anno scorso quando gli Stati Uniti hanno minacciato di imporre tariffe su 2,4 miliardi di dollari di merci del Paese. Sebbene la tassa francese sia stata progettata per colpire i servizi digitali in generale, i funzionari francesi hanno spesso indicato la misura come “imposta Gafa” che sta per Google, Apple, Facebook e Amazon.com, indicando le società americane che tale imposta avrebbe colpito.

Dopo che gli Stati Uniti hanno formalizzato le misure per imporre tariffe fino al 100% su importazioni come vino, formaggio, borse e porcellana francesi, la Francia ha accettato di posticipare l’introduzione della nuova imposta almeno fino alla fine del 2020.

Nonostante il successo della strategia degli Stati Uniti e la sua apparente attenzione alla tassazione, la Francia ha considerato i dazi proposti dagli Usa come una provocazione e ha detto che avrebbero potuto portare a una guerra commerciale.

La mossa statunitense annunciata ieri non specifica quali merci sarebbero soggette alle tariffe o a quanto potrebbero ammonatre tali dazi. Come per le tariffe minacciate contro la Francia, l’Ustr ha affermato di aver avviato le misure ai sensi della Sezione 301 del Trade Act del 1974, una legge che conferisce all’amministrazione ampi poteri per imporre tariffe, che è stata anche utilizzata durante la guerra commerciale con la Cina.

Piuttosto che avere singoli Paesi che escogitano approcci frammentari per tassare le società di Internet, gli Stati Uniti hanno chiesto che i vari Paesi concordino un quadro fiscale sviluppato dall’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (Ocse). Alcuni Stati, tuttavia, sono andati avanti con l’introduzione dell’imposta senza aspettare che l’Ocse trovasse una soluzione in tal senso.

cos

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