Utility: per settore non si teme crollo da Covid, ripresa in 2022


Le utility hanno risentito della crisi generata dalla pandemia da Covid-19 ma l’impatto c’e’ stato. L’anno in corso sara’ di transizione e per vedere un ritorno alla crescita bisognera’ aspettare il 2022. E’ quanto emerge da una indagine condotta da Agici e presentata nel Webinar “Coronavirus e Utilities: cosa abbiamo imparato su operativitá e

strategie”.

Entrando nel dettaglio, la domanda di energia, a partire dal lockdown (8 marzo) ha registrato un calo importante che ha raggiunto il suo picco a meta’ aprile quando si e’ registrato un -30% dei consumi. Con l’allentamento delle misure restrittive c’e’ stata una ripresa che e diventata piu’ forte a maggio.

“Siamo ancora sotto lo scenario pre lockdown ma c’e’ stato un recupero importante. Ora il calo si attesta a -11%”, ha spiegato Marco Carta, ceo di Agici.

Parallelamente dalla ricerca emerge che c’e’ stato anche un calo dei prezzi dell’energia. La diminuzione e’ stata importante e in questo momento i prezzi continuano ad essere molto bassi. Dopo l’allentamento del lockdown i prezzi stanno continuando a scendere; una inversione di tendenza ci sara’ ma non nell’immediato.

Per quanto riguarda il gas, a seguito del lockdown si e’ registrato un crollo importante, intorno al 30%. Questo calo e’ coinciso anche con lo spegnimento dei riscaldamenti condominiali. Le misure restrittive hanno influito anche sui prezzi anche se il trend di progressiva discesa dei prezzi viene da lontano ed e’ stato spinto, per esempio, dall’entrata di nuovi player e dall’uso piu’ diffuso delle energie rinnovabili. “Il calo e’ andato avanti anche a maggio con 6,9 euro per kilowattora. Per il futuro alcuni pensano addirittura che i prezzi saranno negativi, forse ‘ poco probabile ma e’ possibile che ci sia un’altra riduzione dei prezzi”, ha spiegato Carta.

A livello di settore, le utility hanno visto un impatto immediato dal Covid che ha riguardato l’operativita’ e la gestione da remoto di asset. Sul fronte degli investimenti si e’ registrato un ritardo (nella maggior parte dei casi) e qualche cancellazione a causa delle incertezze del momento.

Per quanto riguarda poi le prospettive della ripresa, quest’anno e’ previsto un calo; una ripresa piu’ o meno forte il prossimo anno e una crescita nel 2022Sulle prosettive della ripresa: come variera’ la produzione del settore ed e’ previsto un calo quest’anno e una ripresa piu’ o meno forte il prossimo e una crescita nel 2022. Resta qualche incertezza sul tema delel rinnovabiliperche’ si teme che le risorse pubbliche vengano destinate ai settori che sono stati maggiormente colpiti dalla crisi come per esempio il turismo.

In termini generali cio’ che emerge e’ che il settore delle utility e’ stato colpito dal Covid ma in modo meno pesante rispetto agli altri. “Non si teme un crollo, gli investimenti verranno solo rimandati e c’e’ una certa fiducia sulla ripresa per il prossimo anno. Le aziende chiedono un sostegno alla domanda e un aiuto negli investimenti infrastrutturali. C’e la consapevolezza che nulla sara’ come prima e che il settore cambiera’ pelle. E’ becessario che si continui a investire sulla tecnologia e che il governo operi per uno snelimento burocratico”, ha concluso Carta..

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laura.bonadies@mfdowjones.it