Venezuela: passa la risoluzione di maggioranza, non il riconoscimento di Guaidò

Nuove elezioni presidenziali, nei tempi più rapidi, libere, credibili e in conformità con l’ordinamento costituzionale. Ma nessuna apertura nei confronti del presidente ad interim Juan Guaidò, che continuerà a non essere riconosciuto dall’Italia. Sono questi due elementi che emergono dopo il via libera della Camera alla risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi sulla situazione in Venezuela. La risoluzione, risultato di un accordo fra M5s e Lega, ha ottenuto il via libera della Camera con 266 voti a favore, 205 contrari e nove astenuti (i deputati di Leu). Successivamente è scattato il via libera del Senato, dove la maggioranza ha numeri più risicati (solo quattro voti di scarto).

Cosa prevede la risoluzione di maggioranza
Il testo impegna l’esecutivo giallo verde «a continuare ad attivarsi affinché siano tutelati la sicurezza e gli interessi dei connazionali residenti in Venezuela e delle aziende italiane operanti nel paese; ad assumere ogni iniziativa utile, anche in sede di UE, affinché sia affrontata in priorità l’emergenza umanitaria, e la crisi economica e sociale, garantendo il necessario flusso di aiuti nel rispetto del diritto internazionale; a condannare, con forza, ogni forma di violenza, repressione o conflitto armato in Venezuela; a sostenere gli sforzi diplomatici – anche attraverso la partecipazione a fori multilaterali al fine di procedere, nei tempi più rapidi, alla convocazione di nuove elezioni presidenziali che siano libere, credibili e in conformità con l’ordinamento costituzionale».

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