WALL STREET: in calo con corsa rendimenti, da dati lavoro luce verde a Fed

Apertura in calo a Wall Street a causa di alcune trimestrali in chiaroscuro e soprattutto alla corsa al rialzo dei rendimenti dei Treasury che hanno accelerato ulteriormente dopo i buoni dati sul mondo del lavoro Usa. Il report si è rivelato solido e quindi la Federal Reserve può procedere spedita nel percorso di inasprimento della politica monetaria.

Il dato dei payroll “sembra essere la benzina che continua ad alimentare il selloff dei Treasury, commenta Aaron Kohli, strategist di Bmo Capital Markets.

Il Dow Jones scende dell’1,02%, l’S&P 500 dello 0,88% e il Nasdaq Composite dello 0,91%. Il dollaro si è apprezzato con l’euro/usd che ha toccato un minimo intraday a 1,2412, mentre sull’obbligazionario il rendimento del Treasury biennale è al 2,17% e quello del decennale al 2,844%.

L’economia degli Stati Uniti ha creato 200.000 posti di lavoro nei settori non agricoli a gennaio, battendo il consenso (+185.000). I nuovi posti di lavoro creati dal settore privato sono invece cresciuti di 196.000 unitá.

Il tasso di disoccupazione si è attestato al 4,1%, in linea a dicembre e al consenso, e quello di partecipazione al 62,7%. Il dato sui nuovi posti di lavoro nei settori non agricoli di dicembre è stato rivisto al rialzo da 148.000 a 160.000 unitá e quello di novembre al ribasso da +252.000 a +216.000.

Infine la retribuzione media oraria, attentamente monitorata dalla Fed in ottica inflazione, è salita dello 0,34% m/m a 26,74 dollari, leggermente al di sopra delle attese degli economisti (+0,3% m/m).

I numeri del mercato Usa sono “molto positivi, crescono i nuovi occupati”, commentano gli strategist di Mps Capital Services.

Tuttavia, “il dato che ha sorpreso i mercati è quello relativo ai salari”, con la crescita annuale, pari al +2,9%, che ha toccato i massimi dal 2009, aggiungono gli esperti.

I future sui Fed Fund mostrano ora che c’è il 27% di probabilitá di 4 incrementi del costo del denaro quest’anno, rispetto al 24% precedente ai dati del mercato del lavoro Usa. La probabilitá era dell’11% ad inizio anno.

Gli investitori temono quindi sempre piú che le Banche centrali inaspriscano le politiche monetarie piú velocemente del previsto se l’economia continuerá a crescere e se l’inflazione dovesse accelerare.

“Il rialzo dei rendimenti ha spaventato il mercato azionario”, commenta Patrick Spencer, vice chairman of equities di Baird.

Nel frattempo, sul fronte delle trimestrali, i giganti del comparto tech hanno registrato risultati contrastanti. Apple scende del 2,21% e Amazon.com sale del 6,4% dopo i conti, mentre Alphabet perde il 4,49%.

dan/alb

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