Wef

Wef

I Paesi con la maggiore mobilità sociale sono tutti europei e al “top” assoluto ci sono le nazioni nordiche. In Italia, invece, l’ascensore sociale è alquanto arrugginito e la Penisola è in coda rispetto ai principali Paesi industrializzati, anche a causa di una scuola dove «manca la diversità sociale» e di scarse opportunità di lavoro, soprattutto per i giovani, tra cui abbondano i Neet (acronimo inglese per Neither in Employment nor in Education or Training, le persone non impegnate nello studio, né nel lavoro né nella formazione, ndr).Nel suo primo rapporto annuale sulla mobilità sociale, il World Economic Forum sottolinea che in una società capace di offrire a ciascuno pari opportunità di sviluppare il proprio potenziale, a prescindere dalla provenienza socio-economica, non solo ci sarebbe più coesione sociale, ma si rafforzerebbe anche la crescita economica. Un aumento della mobilità sociale del 10% spingerebbe infatti il Pil di quasi il 5…

fonte

Wef