Yen giù, torna la propensione al rischio dopo parole di Trump; dollaro stabile


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Lo yen giapponese scende negli scambi asiatici di questo giovedì, la domanda di asset rifugio si riduce sulla scia delle parole del Presidente USA Donald Trump che hanno suggerito una riduzione delle tensioni con l’Iran.

L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, si attesta a 96,985 alle 1:30 ET (05:30 GMT), in calo dello 0,01%.

All’inizio della settimana, l’Iran ha lanciato dei razzi contro le basi aeree statunitensi in Iraq in risposta al raid aereo USA della scorsa settimana durante il quale è stato ucciso un importante generale iraniano.

Dopo gli attacchi dell’Iran, Trump ha annunciato che gli Stati Uniti “imporranno immediatamente ulteriori sanzioni economiche contro il regime iraniano”. Le sanzioni resteranno in vigore fino a quando l’Iran non cambierà il suo atteggiamento, ha aggiunto.

La decisione del presidente di optare per delle sanzioni anziché per una risposta militare ha spinto giù gli asset rifugio, mentre borse ed altri asset legati al rischio hanno visto una ripresa.
La coppia USD/JPY va su dello 0,1% a 109,26.

Il cambio GBP/USD sale dello 0,2% a 1,3119. Il Primo Ministro britannico Boris Johnson ha riferito alla Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen che il Regno Unito non estenderà la transizione per l’uscita dall’Unione Europea oltre il dicembre 2020, alimentando i timori che il paese possa uscire dall’UE senza un accordo alla fine dell’anno.

Leyen ha avvertito che “senza una proroga del periodo di transizione oltre il 2020”, un accordo su un nuovo patto commerciale sarebbe a rischio.

Intanto, la coppia USD/AUD ed il cambio NZD/USD salgono dello 0,1%.

La coppia USD/CNY scende dello 0,3% a 6,9247. L’Ufficio Nazionale di Statistica cinese ha riportato che l’indice sui prezzi al consumo del paese è salito del 4,5% il mese scorso rispetto all’anno prima. Le previsioni medie indicavano un aumento del 4,7%.