Zingaretti ancora il Pd al Pse, ma Renzi e Calenda guardano a Macron

L’ancoraggio al Partito socialista europeo, famiglia in cui il Pd è stato traghettato nel 2014 dall’allora segretario Matteo Renzi, è saldo e simboleggiato dal simbolo del Pse che – anche se piccolo – è fissato a destra, quasi a dividere la parte alta del logo (il Pd) e quella bassa (Siamo europei su sfondo azzurro della bandiera Ue come voluto da Carlo Calenda). E nel nome del Pse, come chiesto dal candidato comune Frans Timmermans, gli scissionisti di Articolo 1 hanno rinunciato a presentare un loro simbolo per le delicate elezioni europee del 26 maggio accettando l’ospitalità di alcune candidature, ancora per altro da definire e fonte di polemica interna, nella lista del Pd.

La lista «ecumenica» del Pd nel nome del Pse
Alla fine il neo segretario Nicola Zingaretti sembra sia riuscito nel compito di tenere tutti dentro nel nome del Pse, con una lista che si presenta ecumenica già nella scelta dei 5 capilista: l’ex sindaco di Milano e uomo della sinistra Giuliano Pisapia nel Nord Ovest, il “liberal” Calenda nel Nord Est, la renziana doc Simona Bonafè al centro e due magistrati nel Sud (l’ex Procuratore nazionale antimafia Franco Roberti) e nelle Isole (Caterina Chinnici, figlia del giudice Rocco assassinato dalla mafia nel 1983).

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