Zingaretti guarda alle imprese del Nord: basta dumping fiscale nell’Ue

Un piano straordinario di investimenti in capitale umano, ricerca, infrastrutture, energie rinnovabili, welfare orientato all’innovazione e alla sostenibilità ambientale e sociale. Con lo scomputo dal calcolo del deficit del finanziamento da parte degli Stati membri degli investimenti connessi al piano comune europeo. Il programma del Pd per le elezioni europee punta tutto su investimenti e crescita. Con un occhio di riguardo al mondo imprenditoriale del Nord, lo stesso mondo che comincia ad essere deluso dalle mancate promesse della Lega di Matteo Salvini. D’altra parte la strategia da parte dell’“ecumenico” Zingaretti per tentare di recuperare consensi tra gli imprenditori, specie al Nord, è iniziata per tempo il giorno dopo l’elezione alle primarie con l’uscita torinese in favore della Tav.

Il «corteggiamento» delle imprese
Non a caso nel programma in vista delle elezioni europee del 26 maggio che il neo segretario del Pd Nicola Zingaretti sta sottoponendo alle parti sociali, prima i sindacati confederali e in queste ore Confindustria e le altre associazioni datoriali, è centrale la proposta di azioni contro il dumping fiscale che danneggia le nostre imprese. «Lussemburgo, Irlanda, Malta: nel cuore dell’Europa ci sono veri e propri paradisi fiscali che costringono le nostre imprese a giocare con le mani legate», dice il responsabile economico in pectore di Zingaretti, Antonio Misiani. Da qui un pacchetto di misure mirate a contrastare il dumping fiscale.

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