Elezioni: Pd cerca la rimonta con la spinta di Veltroni (Rep)

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Il passo a due di Veltroni e Gentiloni sul palco del Teatro Eliseo mostra l’orgoglio del Partito democratico, della sinistra di governo, delle ragioni fondative e anche di quelle attuali condensate nella formula: no alle larghe intese, no agli accordi con Silvio Berlusconi dopo il voto perché resta un avversario. “Il Pd è un approdo non un passaggio, nella storia della sinistra italiana”, dice il primo segretario di quella forza nata nel 2007. Significa certamente frenare le tentazioni verso un partito centrista che alcuni attribuiscono a Matteo Renzi, archiviare preventivamente l’idea di un governo di larghe intese che viene descritto dietro l’angolo neanche il voto di domenica prossima fosse un incidente di percorso.

Alla fine, scrive La Repubblica, gli interventi di Veltroni e Gentiloni si trasformano in un assist per il Pd. E questo sta bene a Renzi che nell’ultima settimana di campagna elettorale non ha assi nella manica, pirotecnie colorate “ma la forza della squadra” e dunque delle voci plurali del Pd per recuperare soprattutto tra gli indecisi. L’ex leader poi, a differenza di Romano Prodi e Giorgio Napolitano, sta dentro il percorso del suo partito, lo sostiene, anzi lo considera l’unica scelta di salvezza per l’Italia. L’attribuzione alle larghe intese di una patente negativa, in questo momento, favorisce la ricerca dei consensi, se è vero che il continuo parlarne non porta bene ai sondaggi dei dem. Infatti da Milano Renzi ai suoi collaboratori confida: “Vanno bene le parole di Walter. La penso come lui e come Paolo e l’ho detto in ogni modo”.

lab

MF-DJ NEWS

2608:33 feb 2018

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