Intesa Sanpaolo: Barrese, pronti a spingere Ramo Danni (CorSera)

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L’intergrazione di B.P.Vicenza e di Veneto Banca nel perimetro di Intesa Sanpaolo “ha rappresentato un test di efficienza, una sfida importante: non è stato facile realizzare l’intera migrazione – 2,2 milioni di clienti e 1,5 milioni di conti correnti – nell’arco del weekend dell’Immacolata. Si è trattato della più grande migrazione informativa avvenuta nel nostro gruppo”.

E’ quanto ha dichiarato l’a.d. di Banca dei Territori (Intesa Sanpaolo), Stefano Barrese, nel coso di un’intervista rilasciata a Corriere Economia. “Abbiamo accompagnato questo passaggio con un’imponente formazione del personale e un supporto specialistico in ciascuna filiale delle ex banche venete”. L’operazione viene definita “un’acquisizione di grande complessità e non priva di rischi”.

Una migrazione che non è stata tuttavia del tutto indolore. “Abbiamo chiuso 118 filiali delle circa 900 acquisite, mentre più di 120 andranno chiuse entro il primo semestre di quest’anno”. Inoltre, in aprile “migreranno Apulia e Banca Nuova e complessivamente entro giugno 2019 chiuderemo circa 600 filiali, come richiesto dalla Bce”. Nel complesso, Ca’ de Sass chiuderà 1.100 filiali “programmate a fine Piano” per posizionarsi “a 2.900 totali, comprese le ex venete”.

Contestualmente vengono tuttavia rafforzate le cosiddette filiali online. “Ci lavorano veri e propri gestori, che operano al telefono per supportare i clienti in tutti i loro bisogni dalle 08h00 alle 22h00, tutti i giorni della settimana. E’ la multicanalità integrata, alla base dello sviluppo dei nostri servizi”. Queste nuove filiali, per adesso, sono state avviate a Padova, Milano, Torino, Bologna, Firenze, Lecce, Trapani, Roma e Cagliari. Presto arriveranno anche a Vicenza e a Montebelluna.

Sul fronte della strategia, Barrese ha detto che “come banca dei Territori vogliamo dare grande impulso alla crescita nel campo della bancassicurazione. I nostri clienti devono trovare in noi non solo i gestori del loro patrimonio ma anche i consulenti in grado di proteggerlo. Di qui la proposta di considerare la banca come partner assicurativo, anche nel ramo Danni”. Su questo fronte, l’istituto guidato da Carlo Messina conta di “passare dagli attuali 400 milioni a 2,5 milioni di euro di premi” raccolti.

In merito a un profilo commissionale poco conveniente dei conti correnti di Ca’ de Sass, indicazione emersa da una recente indagine condotta proprio da L’Economia, il top manager ha spiegato che “i nostri conti sono assolutamente competitivi per qualità dell’offerta e costi. Aggiungo che in alcune aree come mutui abbiamo l’offerta più concorrenziale a livello nazionale.

com/ofb

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