SOTTO LA LENTE: O’Leary a nuovo Governo, ripensare vendita Alitalia

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Il nuovo esecutivo che uscira’ dalle urne di domenica

prossima, 4 marzo, rinunci alla gara per la vendita di Alitalia. E’ questo

il messaggio lanciato ai politici dall’amministratore delegato di Ryanair,

Michael O’Leary, in Italia per presentare la prossima programmazione

invernale 2018-2019. Un personaggio senza dubbio stravagante, a volte

folle, dirompente nella dialettica ma di cui non si puo’ dire che non ne

sappia di compagnie aeree e di aerei in volo.

“Ora Alitalia è piú profittevole e dovrebbe continuare in autonomia e

crescere, invece di essere venduta ad Air France o Lufthansa, smembrata o

svenduta”, ha osservato O’Leary, elogiando il buon lavoro compiuto dai

commissari straordinari della ex compagnia di bandiera Luigi Gubitosi,

Enrico Laghi e Stefano Paleari. Con questa dichiarazione, se fra i vari

enti governativi che presiedono il tentativo di salvataggio della

compagnia di bandiera fosse venuto qualche dubbio sulla vendita, adesso la

possibilità di una retromarcia o di un ripensamento si fanno ancora piu’

forti.

Alitalia dovrebbe continuare “sulla sua strada, con i propri voli a

lungo raggio o l’Italia perderá” una compagnia nazionale per diventare “un

operatore di feederaggio” a servizio delle concorrenti Air France e

Lufthansa. Il vettore italiano, che ha ancora 900 mln di euro in cassa,

deve trovare la forza di continuare a volare da sola, senza diventare la

stampella di compagnie straniere.

‘Stampella di compagnie straniere’: e’ proprio questo il passaggio che

dovrebbe far riflettere chi assiste alla vendita di Alitalia. Perchè la

compagnia rischia esattamente, secondo i ragionamenti di O’Leary, di fare

da shuttle verso i più i più ricchi aeroporti europei, che si chiamino

indifferentemente Parigi o Francoforte o Monaco.

La macchina della gara è stata avviata da circa 1 anno e l’esecutivo di

Paolo Gentiloni non e’ riuscito vendere Alitalia prima delle elezioni.

Anche il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, ha dovuto

ammettere come il ministro dei Trasporti Graziano Delrio, che le offerte

presentate non erano congrue alle attese e pertanto la cessione è

slittata.

In questa fase di incertezza pre-elettorale, i pretendenti in corsa per

Alitalia hanno preferito seguire una strategia attendista: prendere tempo

per dialogare direttamente con il nuovo Governo. Questo tuttavia, potrebbe

anche rivelarsi un’arma a doppio taglio perche’ se dovesse vincere il

centrodestra, il segretario della Lega, Matteo Salvini, ha già fatto

sapere che “Alitalia non va svenduta alle multinazionali o alle società

straniere, ma va valorizzata come compagnia di bandiera”. A 4 giorni dalle

elezioni politiche, il destino di Alitalia è appeso all’esito del voto.

pev

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