Salvini chiude i porti pure a Higuain: «Non si faccia più vedere a Milano»

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Saranno almeno 40 anni che la violenza negli stadi è materia scivolosa per tutti i governi, emergenza ordinaria per qualsiasi politico, pietra d’inciampo per ogni ministero dell’Interno. Ma forse il problema è soltanto mal posto: il problema non è l’ultrà in sé, ma l’ultrà in me. Bastino le ultime esternazioni di Matteo Salvini, per l’appunto ministro dell’Interno, come prova: «Spero che Higuain non si faccia più vedere a Milano, si è comportato in maniera indegna», ha detto nella mattinata di lunedì 28 gennaio in un’intervista radiofonica a Rtl. Aggiungendo caustico: «Non mi piacciono i mercenari».

La fuga al Chelsea del Pipita
Il ministro che lascia i migranti in mare, adesso chiude i porti pure al Pipita, ex numero 9 rossonero, bianconero e azzurro, colpevole di essersi trasferito al Chelsea, dal suo maestro Maurizio Sarri, con il mercato di gennaio. Il primo pensiero che ti viene è quello di derubricare queste dichiarazioni a bieco chiacchiericcio da bar, neanche meritevole delle attenzioni della cronaca. Poi rifletti più a fondo e la considerazione prevalente è che comunque si tratta di parole rivelatorie, affermazioni che ti aiutano a comprendere chi siamo, dove stiamo andando, che razza di fine stiamo facendo. E lasciate stare Higuain, cosa in Italia può aver rappresentato per i tifosi di Napoli, Juventus e Milan, quello che avrebbe potuto fare e non ha fatto, perché sennò non vi smarcherete mai dalla logica ultrà che è esattamente la stessa cui, con le sue parole, ci inchioda il ministro dell’Interno.

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