Cannabis “light”, la Cassazione: stop alla vendita, è reato

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Per la Cassazione, la legge non consente la vendita o la cessione a qualunque titolo dei prodotti «derivati dalla coltivazione della cannabis», come l’olio, le foglie, le inflorescenze e la resina. Lo ha hanno deciso le sezioni unite penali della suprema corte che così danno uno stop alla vendita della ‘cannabis light’.

La IV Sezione penale, con ordinanza n. 8654 dell’8 febbraio 2019 aveva infatti rimesso alle Sezioni unite la questione «se le condotte diverse dalla coltivazione di canapa delle varietà di cui al catalogo indicato nell’art. 1, comma 2, legge 2 dicembre 2016 n. 242 – e, in particolare, la commercializzazione di cannabis sativa L – rientrino o meno nell’ambito di applicabilità della predetta legge e siano pertanto penalmente irrilevanti, ai sensi di tale normativa». La procura generale, rappresentata dal Maria Giuseppina Fodaroni, aveva invece richiesto l’invio degli atti alla Consulta. «Siamo contro qualsiasi tipo di droga, senza se e senza ma, e a favore del divertimento sano» ha detto il vicepremier Matteo Salvini commentando la sentenza.

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