Migranti, rimpatri a quota 2.301. Salvini: avverserò chi rimpiange i porti aperti

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Oltre 2.300 migranti rimpatriati dall’Italia nei Paesi di origine nei primi mesi del 2019 (più del doppio degli arrivi), di cui 2.179 forzati (dato aggiornato al 5 maggio) e 122 volontari assistiti (dato aggiornato al 7 aprile). Questi i dati diffusi oggi dal Viminale a sostegno della “guerra dei numeri” intrapresa dal ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini, dopo i tre sbarchi di migranti delle ultime ore in Sicilia (nonostante la sua linea dei “porti chius”) e il rinnovato pressing polemico del M5S che lo accusa di non fare abbastanza per incrementare i rimpatri.

«Nel 2019 meno sbarchi, meno reati commessi, meno morti in mare. Se qualcuno rimpiange i porti aperti che portavano in Italia più clandestini e facevano morire in mare più persone, sappia che avrà nel sottoscritto un avversario irriducibile», fa sapere Salvini, sottolineando che dal primo gennaio sono sbarcate 1.009 persone contro le quasi 9.959 di un anno fa. Nel primo scorcio dell’anno c’è stato inoltre «un cadavere recuperato e 402 dispersi (stima Unhcr) contro i 23 morti accertati del 2018, anno in cui la stima dei deceduti e dispersi toccò quota 2.277. Nel 2016 (governo di centrosinistra) ci furono 390 morti accertati e 5.096 dispersi».

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