Il Garante richiama la Pampers: “Privacy violata dal sistema raccolta punti”

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ROMA – La raccolta punti: tante mamme e tanti papà si impegnano in questa attività, per divagare, per risparmiare al momento di comprare un prodotto. Qualche volta, però, le aziende ci danno un dito (i punti), ma ci chiedono in cambio l’intero braccio. Troppo vorace, ad esempio, è stata la Pampers – quella dei pannolini – che si merita un formale richiamo del Garante della nostra privacy.

Ad agosto del 2017, proprio una mamma segnala al Garante il sito www.pampers.it e il modo con cui organizza la raccolta punti in favore di chi compra i pannolini per i più piccoli. 

La Pampers – prima di dare i punti – pretende molte informazioni (sul genitore e finanche sul bambino). Vuole il nome e il cognome dell’adulto, il suo indirizzo di posta elettronica, quello di casa, il numero del cellulare e il numero fisso…
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